Trump: «Con il comunismo, tutto va a rotoli!»

Donald TrumpFoto © Captura de video/X

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha nuovamente attaccato il comunismo mercoledì con un linguaggio senza filtri: «Con il comunismo, tutto va a rotoli. È vero. Cosa terribile», ha dichiarato in un clip diffuso dall'account ufficiale Rapid Response 47 della Casa Bianca su X.

La frase si è inserita in un discorso in cui Trump ha difeso il sistema politico ed economico statunitense, avvertendo che qualsiasi svolta ideologica verso il comunismo porta al fallimento: «Finché manteniamo il nostro pensiero attuale, il nostro sistema attuale, andiamo verso l’alto. Se prendi l'altra strada, nulla funziona mai».

El stesso Trump ha riconosciuto, con tono disinvolto, che il suo linguaggio gli è costato un rimprovero a casa. «A mia moglie dà fastidio quando faccio così. Mi ha detto: stavi facendo molto bene e poi hai dovuto usare una parola volgare», ha raccontato, facendo riferimento a Melania Trump.

La dichiarazione non è un'esclamazione isolata, ma l'espressione più recente di una campagna anticomunista sistematica che Trump ha intensificato da almeno novembre 2025, quando proclamò ufficialmente una «Settimana Anticomunista» negli Stati Uniti, sostenendo che il comunismo ha causato più di 100 milioni di morti nella storia.

Il tono è notevolmente aumentato a partire da giugno 2026, con le elezioni legislative di metà mandato di novembre all'orizzonte.

El 4 luglio, durante gli eventi per il 250° anniversario dell'indipendenza, Trump ha definito il comunismo una «minaccia mortale» e «la maggiore minaccia» per il paese, superando le due guerre mondiali, Pearl Harbor e l'11 settembre. Al National Mall ha dichiarato: «Non vogliamo comunisti nel nostro paese. Non ha mai funzionato e mai funzionerà».

Il 12 luglio è stato un passo ulteriore nel accusare direttamente il Partito Democratico di aver «saltato il socialismo e caduto direttamente nel comunismo».

Secondo un'analisi di Reuters, il team di Trump ha evocato il comunismo 81 volte in sole due settimane durante luglio 2026 e sta testando il messaggio in gruppi focali per misurare la sua efficacia elettorale.

La strategia mira a presentare i democratici come una minaccia radicale e a spostare il dibattito pubblico dai temi economici verso una battaglia ideologica.

I sondaggi preliminari indicano che il discorso anticomunista energizza la base repubblicana, sebbene risulti meno efficace tra gli elettori indipendenti e i giovani.

Trump ha riassunto la sua posizione con una frase che sintetizza il nocciolo della sua campagna: «Puoi essere leale a Karl Marx oppure puoi essere leale agli Stati Uniti. Puoi essere comunista o puoi essere patriota. Non puoi essere entrambe le cose».

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