
La polizia cubana ha rilevato e smantellato su larga scala a Manzanillo, municipio della provincia di Granma.
Secondo le autorità, l'operazione ha permesso di sequestrare più di 40 piante grandi e circa 1.250 piante piccole di marijuana, per un totale di quasi 1.300 esemplari, da essere lavorati e distribuiti per le strade della provincia.
Le autorità non hanno fornito informazioni sul numero di arrestati né sulle loro identità in relazione a questa scoperta.
Il regime ha qualificato il sequestro come una «vittoria cruciale per la salute e la sicurezza» della provincia, anche se il tono trionfalista contrasta con la realtà che i dati ufficiali rivelano: la coltivazione clandestina di marijuana a Cuba non è mai stata completamente controllata.
Secondo il bilancio del Ministero dell'Interno (MININT), nel 2025 sono stati registrati 105 casi di coltivazione di marijuana a livello nazionale, con 49.018 piante e oltre 207.000 semi sequestrati, rispetto alle 32.868 piante confiscate nel 2021.
«L'impunità non ha spazio a Manzanillo. Questa gigantesca piantagione è ora una prova inconfutabile di un reato che sarà punito con tutto il rigore», ha sottolineato la pubblicazione ufficiale.
La provincia di Granma accumula diversi precedenti recenti. Nell'aprile del 2025, le autorità hanno scoperto una piantagione illegale con più di 1.200 piante a Bayamo, e nell'agosto dello stesso anno sono state segnalate sequestri di marijuana nel quartiere Caymari di Manzanillo, insieme all'arresto di persone che trasportavano droghe chimiche verso la capitale provinciale.
Il fenomeno non si limita alla provincia di Granma. Un anno fa si smantellò un coltivazione illegale a Tercer Frente, Santiago di Cuba, con più di 400 piante, e a giugno del 2025 si trovarono più di 19.000 semi e 950 piante in una casa a Sigua, sempre nella stessa provincia.
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