«E' una menzogna, qui non c'è mai corrente né segnale»: i cubani smentiscono la TV ufficiale

Cubani in blackout. Immagine generata con IAFoto © CiberCuba / Sora

Un reportage del canale statale Canal Caribe che celebra l'installazione di pannelli solari nel centro telefonico di Niquero, Granma, come garanzia di comunicazioni ininterrotte, ha suscitato risposte da parte dei cubani che contraddicono la versione ufficiale.

Il video pubblicato da Canal Caribe su Facebook presenta come un progresso che 8 dei 13 municipi di Granma dispongono già di strutture fotovoltaiche per le telecomunicazioni, e che il sistema installato a Niquero —con una capacità di 30 kilowatt— garantisce telefonia fissa, mobile e il servizio Nauta Hogar 24 ore su 24.

Un funzionario di Etecsa citato nel reportage assicura che «la copertura cellulare dura tutto il giorno e fino intorno alle 21 e qualcosa di sera o alle 22 di sera, questo nei momenti in cui c'è carenza di energia elettrica».

Ma i commenti stessi sotto il video raccontano una storia radicalmente diversa.

Un residente di Granma lo smentisce senza giri di parole: «È una menzogna, sono di Granma, quando manca la corrente non funziona nulla, sarà solo a casa sua».

Da Guisa, sempre a Granma, un altro cubano è ancora più diretto: «Qui non c'è mai corrente».

Una residente di Guane, Pinar del Río, riconosce che nel suo comune hanno installato i pannelli, ma sottolinea che il beneficio è minimo: «Dura solo alcune ore, le altre restiamo comunque senza comunicazione, e la telefonia mobile non funziona affatto in nessun momento».

Da Holguín, un residente del pueblo di Fray Benito, nel comune di Rafael Freyre, descrive l'ineguaglianza generata dal programma: «Non abbiamo mai connessione né telefono fisso né Nauta Hogar né altro, poiché siamo a 7 chilometri dal capoluogo comunale e non riceviamo il segnale di Etecsa, dato che loro invece godono delle comunicazioni 24 ore su 24».

Altri commentatori chiedono che i benefici arrivino a Manzanillo, descritto come «un disastro», e molti qualificano il reportage direttamente come «bugiardi» e «aria fritta».

Lo scetticismo ha fondamento. La stessa Etecsa ha ammesso nel giugno 2026 che le sue batterie di riserva coprono solo poche ore durante i blackout, e che in quei momenti circa il 47,5% delle stazioni radio mobili rimangono fuori servizio, mentre il 56,5% dei cabinet delle telecomunicazioni risultano danneggiati.

Il deficit di generazione elettrica a Cuba ha raggiunto un record storico di 2.208 MW il 25 giugno 2026, e il Sistema Elettroenergetico Nazionale è collassato almeno cinque volte dall'inizio dell'anno, con blackout che superano le 20 ore giornaliere in vaste zone del paese.

La dinamica mostrata in questo video —media ufficiali che presentano progressi parziali come soluzioni totali e cittadini che smentiscono nei commenti— è diventata un modello ricorrente: «Quello non esiste a Cuba, è una maschera», riassume uno dei commenti. «E se esiste, è per i capi, non per il popolo».

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