Tre cubani saranno giudicati in Russia dopo aver tentato di attraversare illegalmente il confine con la Polonia

Cubani che attraversano il confine con la PoloniaFoto © Captura di Telegram / Procura della regione di Kaliningrado

Tre cittadini cubani affronteranno un processo giudiziario in Russia dopo essere stati arrestati mentre cercavano di attraversare a piedi il confine tra l'enclave russa di Kaliningrado e Polonia.

Secondo quanto confermato questo venerdì dalla Procura della regione di Kaliningrado, che ha completato le procedure di supervisione e ha inviato il fascicolo ai tribunali, il tentativo di attraversamento è avvenuto a Mamónovo, città di confine che ospita uno dei soli due valichi terrestri aperti tra quell'enclave e la Polonia.

I tre cubani sono stati intercettati da agenti della Direzione Regionale delle Frontiere del FSB (Servizio Federale di Sicurezza della Russia) prima di raggiungere il loro obiettivo.

Secondo i materiali del caso, due degli accusati si trovavano a Mosca quando contattarono un conoscente — il terzo implicato — per organizzare il passaggio clandestino.

I tre viaggiarono insieme dalla capitale russa fino a Kaliningrado e poi fino a Mamónovo, dove tentarono di attraversare il confine a piedi, evitando i posti di controllo ufficiali.

I capi d'accusa sono formulati ai sensi degli articoli 30, 322 e 33 del Codice Penale russo: i primi due imputati rispondono di tentativo di attraversamento illegale del confine statale, mentre il terzo affronta accuse di complicità in quel reato.

L'articolo 322 prevede pene fino a due anni di prigione per l'ingresso senza documenti validi, fino a quattro anni se lo straniero era a conoscenza che il suo ingresso non era autorizzato, e fino a cinque anni se il reato è stato commesso da un gruppo con un accordo preventivo.

Kaliningrado è un enclave russa nel Baltico, separata dal territorio continentale della Russia e circondata da Polonia e Lituania, entrambi membri dell'Unione Europea e dello spazio Schengen.

La rotta attraverso quel territorio rappresenta una variante meno comune della migrazione irregolare cubana verso l'Europa, che generalmente transita per la frontiera tra Bielorussia e Polonia o tra Bielorussia e Lettonia.

I cubani possono entrare in Russia senza visto per un massimo di 90 giorni grazie a un accordo bilaterale in vigore dal 2018, il che rende Mosca un punto di transito per coloro che cercano di raggiungere l'Unione Europea in modo irregolare.

Sin embargo, la Russia ha progressivamente inasprito le sue regole migratorie dal 2025, con nuove richieste di biometria, prove di lingua e certificati medici.

A partire da luglio 2026, la Duma ha approvato anche che i migranti devono dimostrare un reddito minimo; coloro che non soddisfano questo requisito hanno 15 giorni per lasciare il paese prima di essere deportati con divieti che vanno da cinque a dieci anni.

L'inasprimento delle politiche russe ha avuto conseguenze dirette per i cubani in situazione irregolare.

Ad aprile del 2026 è stata denunciata la situazione di cubani detenuti a Mosca e in altre regioni, inviati al centro di deportazione di Sájarovo, a 70 chilometri dalla capitale, dove rimanevano reclusi a tempo indefinito senza contatti con familiari né con il consolato cubano.

En novembre 2025, due cubani sono stati trovati gravemente malmenati al confine con la Lettonia dopo essere stati espulsi verso la Bielorussia, un episodio che ha evidenziato i rischi estremi che affrontano coloro che tentano di attraversare i confini europei dal territorio russo o bielorusso.

In totale, almeno 51 cubani sono stati deportati da diverse regioni russe durante il 2025, un numero che riflette l'entità del fenomeno migratorio e la crescente pressione delle autorità russe su questa comunità.

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