Miguel Díaz-Canel ha celebrato questo martedì sul suo profilo X le lauree universitarie che si svolgono a Cuba sotto lo slogan del «Centenario di Fidel», definendole una «grande notizia» mentre il sistema educativo cubano sta attraversando una delle sue peggiori crisi in decenni.
«Una grande notizia inonda i social: nonostante il blocco energetico, punizioni e minacce, le nostre università celebrano le loro lauree del Centenario di Fidel con la bellezza e le emozioni di sempre. Congratulazioni laureati, la Patria conta su di voi per superare l'assedio», scrisse il governante.
Ha accompagnato il suo messaggio con immagini di cerimonie in diverse università del paese, dove gli studenti mostrano felici i loro titoli di laurea.
Lo que il tweet omette è il contesto reale in cui si è svolto questo corso 2025-2026: un anno caratterizzato da blackout di fino a 50 ore consecutive, sospensioni massicce delle lezioni e decisioni d'emergenza che mettono a nudo il collasso del settore.
Il governo ha dovuto annullare gli esami di ammissione all'università per l'anno scolastico 2026-2027, annunciato il 20 maggio, sostituendoli con la media dei voti accumulati nel corso preuniversitario a causa dell'impossibilità di garantire condizioni minime per le prove.
Poco dopo, le autorità hanno anticipato la fine dell'anno scolastico al periodo dal 15 al 30 giugno, anche a causa della crisi energetica e della mancanza di carburante.
La Università di Holguín ha sospeso completamente le lezioni dal 6 febbraio fino a marzo 2026. La Università dell'Oriente ha organizzato la sua cerimonia di laurea provinciale il 15 e 16 giugno, ma non ha potuto trasferire gli studenti di Granma, Holguín e Guantánamo presso la sede centrale a causa della mancanza di carburante, consegnando loro i diplomi nei propri territori.
Il 5 marzo, sono state sospese le lezioni a tutti i livelli dell'Avana, compresi i circoli infantili, a seguito di un blackout massiccio causato da un guasto nella centrale Antonio Guiteras.
A questo quadro si aggiunge un deficit di 24.000 insegnanti —il 12,5% dei posti vacanti— con salari compresi tra otto e venti dollari mensili al cambio informale.
La reazione dei cubani al tweet di Díaz-Canel è stata per lo più critica. «Sai quanti laureati ci sono che sopravvivono per strada? Facendo qualsiasi cosa che gli porti più soldi della loro professione. I nostri professionisti sono frustrati, a meno che non siano dirigenti», ha risposto un utente.
Altri commenti hanno evidenziato lo stesso concetto: «E poi non hanno lavoro, che ironia».
Un'altra persona ha sottolineato la fuga di cervelli che il paese sta subendo da decenni: «Più della metà di quei laureati lascerà Cuba».
La realtà dietro le parole di Díaz-Canel ha dati concreti: Cuba ha perso più di 30.000 medici tra il 2021 e il 2024, e si stima che 545.000 cubani siano emigrati solo nel 2025, con prevalenza nella fascia di età tra i 20 e i 40 anni, precisamente una parte della generazione che oggi riceve diplomi.
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