Iniziano a utilizzare polpi di attaccamento nelle cure intensive neonatali di Pinar del Río

L'ospedale Abel Santamaría Cuadrado di Pinar del Río ha introdotto polpi di attaccamento nella sua unità di terapia intensiva neonatale, pupazzi all'uncinetto i cui tentacoli imitano il cordone ombelicale e offrono benefici clinici documentati ai neonati. I primi esemplari sono stati realizzati da un'infermiera del servizio stesso. Questa pratica, originata in Danimarca nel 2012 e sostenuta dall'UNICEF, arriva a Cuba in un contesto di scarsità di risorse sanitarie.

Bambino con polpo di affetto (immagine non reale creata con IA)Foto © Copilot

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L'ospedale Abel Santamaría Cuadrado di Pinar del Río ha incorporato i cosiddetti polpi di affetto nella sua unità di terapia intensiva neonatale, diventando una delle prime istituzioni cubane ad adottare questa pratica già in uso in decine di paesi. La notizia è stata diffusa sabato dal Periódico Guerrillero, organo ufficiale della provincia, con dichiarazioni della responsabile del servizio provinciale di Neonatologia.

I polpi neonatali sono piccoli pupazzi lavorati all'uncinetto i cui tentacoli imitano il cordone ombelicale, generando nel neonato una sensazione simile a quella dell'ambiente intrauterino.

La doctora Yamila Salgado Caraballo, capo del servizio provinciale di Neonatologia dell'Abel Santamaría Cuadrado, ha spiegato in esclusiva all'Agenzia Cubana di Notizie che «i suoi tentacoli simulano il cordone ombelicale, il che aiuta i neonati a sentirsi in un ambiente simile a quello intrauterino».

Secondo la specialista, i benefici clinici sono molteplici: «danno maggiore sicurezza ai pazienti, regolano la loro frequenza cardiaca e respiratoria e evitano che tirino le sonde o le vie mediche».

Salgado Caraballo ha evidenziato che i pupazzi «garantiscono un sonno più profondo e di qualità e, di conseguenza, un aumento di peso maggiore e un migliore neurosviluppo nei neonati», oltre a «contribuire a ridurre lo stress nei bambini sottoposti a procedure invasive e a luci».

Un dettagli che rivela le carenze del sistema sanitario cubano, e della società in generale, è l'origine dei primi esemplari utilizzati nel servizio. La stessa dottoressa lo ha spiegato senza giri di parole: «I primi polpi sono stati realizzati da un'infermiera nostra perché non esiste un luogo dove possiamo acquistarli». Successivamente, il progetto Rinascere alla vita ha contattato l'ospedale e ha iniziato a donare i pupazzi al servizio.

I polpi devono rispettare specifiche tecniche precise per garantire la sicurezza dei neonati. Secondo Salgado Caraballo, «la testa deve misurare tra sette e nove centimetri ed essere riempita con materiale sintetico resistente alle alte temperature; i tentacoli non possono superare i 22 centimetri; e il filo utilizzato deve essere al cento per cento cotone». Inoltre, «prima di collocarli nelle incubatrici, vengono messi in sacchetti singoli all'impianto di sterilizzazione».

L'iniziativa è arrivata nella provincia grazie a scambi con il gruppo nazionale di Neonatologia all'Avana. Secondo la specialista, quegli incontri hanno visto la «presenza di membri dell'Unicef», il che conferisce un sostegno istituzionale internazionale alla pratica.

Gli octopus di attaccamento sono nati in Danimarca nel 2012, quando la volontaria Josefine Hagen Solgaard realizzò il primo per una neonata prematura. Da quell'esperienza nel 2013 nacque il Danish Octo Project (Spruttegruppen DK), un'iniziativa solidale che iniziò a fornire gratuitamente questi polpi all'uncinetto agli ospedali danesi e che presto si diffuse in Europa, America Latina e altri continenti.

In Spagna, l'ONG NOUPOPS «Hilo para la Vida» è stata fondata nel febbraio 2017 per sviluppare ufficialmente il progetto in quel paese. Secondo i dati più recenti diffusi dalla stessa organizzazione, il progetto danese originale ha già consegnato oltre 60.000 polpi agli ospedali partecipanti.

Il servizio di Neonatologia dell'Abel Santamaría Cuadrado è un elemento chiave del Programma di Assistenza Materno Infantile a Pinar del Río, territorio che nel 2025 ha registrato il tasso di mortalità infantile più basso del paese: 4,7 per ogni 1.000 nati vivi, rispetto a una media nazionale di 9,9, secondo i dati del Ministero della Salute Pubblica. Inoltre, il servizio ha riportato un tasso di sopravvivenza del 99% in quell'anno, risultati che hanno contribuito a far ottenere a Pinar del Río la sede dell'atto nazionale per il 26 Luglio 2026.

Quel contrasto tra gli indicatori di Pinar del Río e la media nazionale riflette una realtà più ampia: il tasso di mortalità infantile a Cuba è quasi raddoppiato tra il 2018, quando si attestava su 4,0 per mille, e il 2025, deterioramento che il regime attribuisce alla crisi economica e all'embargo statunitense, ma che esperti e organizzazioni indipendenti collegano anche al collasso strutturale del sistema sanitario dopo decenni di gestione centralizzata e carenza cronica di forniture mediche.

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