L'incidente in parapente in cui è morto un ragazzo all'Isola della Gioventù è stato causato da un «cambiamento brusco del vento»

Le autorità cubane attribuiscono la morte del bambino Alejandro in parapendio a un cambiamento repentino del vento, ma l'indagine ha rivelato voli commerciali non autorizzati e un pilota privo di certificazione.

Parapendio a CubaFoto © Facebook / Parapente Cuba

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Le autorità cubane dell'aviazione hanno determinato che un cambiamento brusco di vento causato da una nube temporalesca è stata la causa diretta dell'incidente di parapendio tandem che è costato la vita al bambino Alejandro, di 12 anni, sabato 5 luglio nell'Isola della Gioventù, come riportato dalla Agenzia Cubana di Notizie.

Una commissione congiunta del Club de Aviación de Cuba (CAC) e dell'Instituto de Aeronáutica Civil de Cuba (IACC) si è recata sull'isola martedì 8 luglio per valutare gli elementi legali, tecnici e di sicurezza del caso. L'indagine ha stabilito che le correnti generate dalla tempesta hanno urtato il versante ovest della Sierra de Caballos, si sono spostate in salita verso est e hanno spinto il parapendio —che sorvolava Playa Paraíso— verso il mare, costringendo a un ammaraggio di emergenza a circa 500 metri dalla costa.

Il minorenne, residente nel quartiere Abel Santamaría, stava effettuando un volo in tandem con un pilota del CAC quando si è verificato l'incidente. Cadendo in acqua, il pilota ha cercato di liberarsi dagli imbraghi e ha perso il controllo sul passeggero, che è scomparso prima dell'arrivo dei soccorsi. Il corpo del bambino è stato rinvenuto lunedì 7 luglio, intorno alle 12:30, dopo oltre 21 ore di ricerche.

Le condizioni meteorologiche nella zona erano state segnalate come «buone» prima del volo, il che non anticipava il repentino cambiamento che ha scatenato la tragedia.

Tuttavia, l'indagine ha anche messo in luce gravi irregolarità che hanno aggravato il rischio. Il volo non era un'attività sportiva di routine: era stata improvvisata una linea di voli commerciali non autorizzata che addebitava 3.000 pesos cubani a persona, senza che il CAC avesse gestito né ottenuto l'autorizzazione dal Ministero del Turismo per operare nell'isola.

Inoltre, il pilota —sebbene esperto come sportivo— non possedeva la certificazione di pilota tandem né era abilitato per voli commerciali, poiché era ancora in fase di certificazione. Non sono stati effettuati i registri documentali richiesti per questo tipo di attività, il che ha impedito ai familiari del minore di dare un consenso informato valido.

Il CAC ha sospeso tutte le attività di volo libero sull'Isola della Gioventù fino al termine delle analisi e ha assicurato che nessun introito derivante da tale operazione non autorizzata è entrato nelle sue finanze.

La tragedia ha anche scatenato una controversia riguardo alla storia della sicurezza del club. Il suo presidente, René González Sehwerert, ha dichiarato sabato scorso che si trattava della «prima fatalità del CAC in 15 anni» con oltre 60 mila salti effettuati, e ha difeso la decisione del pilota sostenendo che «l'equipaggio potrebbe trascinare entrambi se non si libera».

Questa versione è stata smentita dalla comunità aerodeportiva e dalla pagina «Amanti dell'Aviazione Cubana», che ha documentato almeno quattro decessi precedenti legati a sport aerei sotto strutture collegate al club tra il 2022 e il 2023, evidenziando un modello di opacità istituzionale nella gestione degli incidenti.

Le autorità del pubblico ordine continuano a indagare sulle circostanze del caso e mantengono i contatti con la direzione del club, mentre la Federazione Cubana di Paracadutismo ha espresso che «la comunità degli sport aerei è in lutto».

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