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La Empresa Eléctrica de La Habana (EELH) ha comunicato questo martedì che ha ripristinato la fornitura a 131 circuiti di distribuzione nella capitale, beneficiando 396.447 clienti con una potenza di 269,6 MW.
La cifra rappresenta appena il 46 % della città, dopo il collasso totale del Sistema Elettroenergetico Nazionale (SEN) avvenuto nel pomeriggio di lunedì.
Il comunicato ufficiale della EELH avverte che il ripristino avanza «in modo graduale, a seconda delle condizioni del SEN», senza fornire termini concreti per il recupero totale.
La EELH ha indicato che i cittadini possono mettersi in contatto tramite il Centro di Assistenza Telefonica (18888) o attraverso il Posto di Comando attivato per l'emergenza, ai numeri 76463282 fino a 76463286.
Il settimo blackout nazionale in 18 mesi
Il collasso di lunedì è il settimo blackout totale del SEN negli ultimi 18 mesi e il terzo del 2026, come confermato dall'Unione Elettrica. La causa tecnica immediata è stata l'uscita dell'Unità n. 6 della centrale termoelettrica di Nuevitas, a Camagüey, che ha scatenato una disconnessione a cascata. Quel giorno il sistema disponeva appena di 1.000 MW disponibili rispetto a una domanda di 3.100 MW.
Il direttore del Dispositivo Nazionale di Carico, Félix Estrada Rodríguez, ha confermato che il ripristino è iniziato a Jaruco, Artemisa, con il supporto del Sistema di Accumulo di Energia, e si è esteso fino a formare un corridoio interconnesso da Mariel a Sancti Spíritus. «Oggi ciò che è più importante è riuscire ad avviare le unità di 'Céspedes' [Centrale Termoelettrica Carlos Manuel de Céspedes, a Cienfuegos], per poter garantire la continuazione del ripristino del sistema», ha dichiarato il funzionario.
Il ministro dell'Energia e delle Miniere, Vicente de la O Levy, ha pubblicato sui social media X che la priorità è progredire verso est.
«Con il sistema elettrico collegato da L'Avana a Sancti Spíritus e avviato l'accensione delle unità della CTE 'Céspedes', la nostra priorità è raggiungere Felton e continuare», ha scritto.
L'Avana: 46% recuperato, 54% al buio
Mentre l'EELH evidenzia cifre di progresso, la realtà nei quartieri habaneri racconta una storia diversa. Cittadini di diversi municipi segnalano aree senza corrente per oltre 40 ore consecutive, unite a giorni senza accesso all'acqua potabile.
«Guanabo è senza corrente da 41 ore e senza acqua da una settimana. Fino a quando durerà questo abuso?», ha denunciato un residente nei commenti del comunicato ufficiale. Da La Lisa, un altro abitante ha descritto il suo comune come un luogo abbandonato: «La Lisa è un comune fantasma, è senza luce e senza acqua da giorni».
Le lamentele riguardano anche una distribuzione percepita come arbitraria. «La UNE fornisce elettricità a chi vuole», ha affermato un cittadino.
Otro ha riassunto con amarezza la situazione: «È un blackout eterno, prima del SEN, con il SEN e senza SEN».
Si segnalano, inoltre, casi in cui il servizio è stato ripristinato e poi rimosso senza spiegazione.
Crisi strutturale senza soluzione in vista
Il contesto di questa emergenza non è congiunturale. Cuba è senza ricevere spedizioni di petrolio da oltre tre mesi, e 106 centrali di generazione distribuita rimangono ferme per mancanza di gasolio, il che rappresenta 890 MW non disponibili. La CTE Antonio Guiteras ha accumulato 17 uscite dal sistema dall'inizio del 2026 e non riceve manutenzione capitale dal 2010.
Questa crisi ha superato la pazienza dei cittadini. Dal 1° luglio, cacerolazos e proteste sono esplosi in diversi municipi dell'Habana come Cerro, La Lisa, Regla e Marianao, a cui sono seguiti interventi della polizia e interruzioni di internet.
Il regime, tuttavia, non ha offerto scadenze di recupero né soluzioni strutturali, mentre i suoi stessi cittadini riassumono senza mezzi termini: «Siamo abbandonati, non c’è nemmeno acqua».
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