Medio indipendente El Toque denuncia un attacco digitale massivo originato da server cinesi

El Toque ha denunciato un attacco DDoS massiccio questo sabato proveniente da server cinesi: oltre 124 milioni di richieste bloccate in meno di tre ore.



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Il mezzo digitale indipendente cubano El Toque ha denunciato questo sabato di essere vittima di un nuovo attacco di negazione di servizio distribuito (DDoS) su larga scala, iniziato alle 15:10 ora di Cuba e con origine principale localizzata su server cinesi.

Secondo quanto riportato dal mezzo stesso, i suoi sistemi di mitigazione hanno bloccato più di 124 milioni di richieste malevole in meno di tre ore, con picchi di 8,1 milioni di richieste in finestre di cinque minuti. I dati del sistema di protezione utilizzato dalla piattaforma hanno registrato 122,36 milioni di richieste bloccate direttamente e 2,49 milioni aggiuntive sottoposte a verifica, su un totale di 124,85 milioni.

«Siamo di nuovo sotto attacco digitale», ha avvertito il mezzo nel suo comunicato, precisando che «l'attacco è ancora attivo e viene contenuto», anche se gli utenti che cercavano di accedere alla piattaforma potrebbero sperimentare disagi temporanei.

El Toque ha inquadrato l'incidente all'interno di quello che ha descritto come «un modello persistente di aggressioni digitali» contro la sua piattaforma e altri media indipendenti cubani.

Il precedente più recente e diretto è stato l'attacco DDoS del 17 dicembre 2025, avvenuto un giorno prima che la Banca Centrale di Cuba annunciasse il suo nuovo tasso di cambio fluttuante ufficiale. In quella occasione, il direttore del mezzo, José Jasán Nieves, accusò direttamente il governo cubano di essere dietro l'attacco. Sandro Castro, nipote di Fidel Castro, arrivò a festeggiare pubblicamente quell'episodio affermando che «abbiamo già vinto contro El Toque».

Il blocco del sito da Cuba dopo quell'attacco è continuato almeno fino al 15 febbraio 2026, secondo i dati dell'Osservatorio Aperto sulle Interferenze in Rete (OONI).

El Toque è principalmente conosciuto per pubblicare il Tasso Rappresentativo del Mercato Informale (TRMI), l'indicatore di riferimento del tasso di cambio informale a Cuba, che il regime ha definito «terrorismo finanziario». Díaz-Canel ha pubblicamente aderito agli attacchi contro il media, in una campagna sistematica che include blocco di siti, hack e campagne di diffamazione statale.

Nel giugno del 2026, Nieves ha ricevuto il Premio Knight di Giornalismo Internazionale proprio per la TRMI e per «La Travesía», un database di migranti cubani scomparsi, un riconoscimento che evidenzia l'impatto internazionale del lavoro del mezzo nonostante la pressione del regime.

Almeno 23 siti di media indipendenti cubani rimangono bloccati nell'isola, secondo Freedom House e Guardianes Digitales. Nel 2025 si sono registrate 768 violazioni della libertà di stampa a Cuba, un incremento del 54,7% rispetto al 2024, secondo l'Istituto Cubano di Libertà di Espressione e Stampa (ICLEP).

Il mezzo ha annunciato che documenterà l'attacco di questo sabato per riferirlo a organizzazioni internazionali a difesa della libertà di stampa, e ha ribadito la propria posizione di fronte alla pressione: «Come in quell'occasione, supereremo questo nuovo tentativo di censurarci». Il comunicato si è concluso con una dichiarazione che riassume la posizione del team: «Il nostro impegno verso il pubblico non cambia: continuiamo a informare».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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