I cubani inviano messaggi sulla libertà per il 250° anniversario dell'indipendenza degli Stati Uniti.

L'Ambasciata degli Stati Uniti a Cuba ha pubblicato un video con i messaggi di cubani sulla libertà per commemorare i 250 anni di indipendenza americana.



Voci cubane si uniscono alla celebrazione degli Stati Uniti con messaggi sulla libertàFoto © CiberCuba/Sora

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In occasione del 250° anniversario dell'indipendenza degli Stati Uniti, la Embajada de EE.UU. en Cuba ha pubblicato questa domenica un video con messaggi di cubani sulla libertà, sotto gli hashtag #Freedom250 e #ConCubanosDeAPie, in cui giornalisti, attivisti e cittadini dell'isola esprimono il loro desiderio di vedere il paese caraibico libero.

Il video riunisce le voci di cubani in esilio e all'interno dell'isola che collegano la celebrazione del bicentenario e mezzo degli Stati Uniti con le proprie aspirazioni di libertà, in un momento in cui Cuba sta attraversando una profonda crisi di blackout, scarsità d'acqua, cibo e medicinali.

Il giornalista e attivista Magdiel Jorge Castro, esiliato in Spagna e figura centrale dell'attivismo cubano, apre il video con una dichiarazione contundente: «La libertà è più di uno slogan o di una bandiera, è poter credere, poter pensare, poter parlare liberamente, senza timore di subire conseguenze. Solo in libertà potremo avere la Cuba che ci meritiamo noi cubani, una Cuba prospera».

Il giornalista Mario J. Pentón, residente a Miami e una delle voci più seguite della diaspora cubana, ha sottolineato che la libertà non può essere data per scontata: «Gli Stati Uniti sono nati come una promessa di libertà, lo dice la costituzione, è la ricerca della felicità, la ricerca della libertà, e per milioni di cubani è stata anche terra di rifugio, terra di speranza, terra di opportunità».

Rancel Arias Fonseca, cubano in esilio, ha ringraziato gli Stati Uniti per avergli aperto le porte per inseguire i suoi sogni ed ha espresso il desiderio che «un giorno tutti i cubani possano godere di prosperità, libertà e opportunità per crescere senza dover lasciare la propria terra».

La attivista Magaly Díaz Campillo, esiliata in Spagna, ha sottolineato che «la libertà di espressione è molto importante, senza avere paura di essere repressi per pensare in modo diverso da altre persone».

Una cubana è stata più diretta nel puntare il dito contro il regime: «Voglio una Cuba libera, dove il tiranno che ci opprime se ne vada e non siamo noi a dover lasciare la nostra terra».

Un medico cubano che ha partecipato al video ha rivendicato una sanità scollegata dalla politica: «Desideriamo una Cuba in cui la medicina sia al servizio delle persone e non dell'ideologia, dove ogni paziente venga trattato con dignità, dove i medici possano esercitare con libertà».

Caridad Merino ha collegato la libertà con le esigenze più basilari che oggi scarseggiano nell'isola: «Desidero la libertà di Cuba e che i cubani che vivono a Cuba abbiano acqua, cibo e luce elettrica, che sono necessari per vivere. Gli Stati Uniti condividono una storia insieme e insieme dobbiamo ricostruire Cuba».

El stesso Magdiel Jorge Castro, che nelle ultime settimane ha diffuso cacerolazos e proteste a L'Avana, ha concluso il video lanciando un appello affinché i giovani cubani possano rimanere nel proprio paese per intraprendere e creare ricchezza, perché «la libertà è più di un diritto, è la condizione indispensabile per rendere possibile tutto il resto».

Pentón ha posto il punto finale con il desiderio che riassume il sentire di tutti i partecipanti: «Il mio desiderio in questi 250 anni è che quella luce di libertà che ha ispirato questa grande nazione illumini anche il nostro paese, Cuba».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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