Un video pubblicato su Facebook mostra lo stato di totale degrado del campeggio popolare Puerto Escondido, situato a Santa Cruz del Norte, Mayabeque, e ha scatenato un'ondata di dolore e nostalgia tra i cubani dentro e fuori dall'Isola.
Il clip è stato registrato dal creatore noto sui social come «El creador cubano», che attraversa tra le macerie quello che un tempo era uno dei luoghi ricreativi più amati dalle famiglie habanere: poche cabine ancora in piedi, una piscina abbandonata e una pista da ballo in condizioni di degrado assoluto.
«Tristezza, nostalgia, ricordi, ricordi di qualcosa che non esiste più», dice l'autore con voce rotta mentre cammina tra i resti delle installazioni.
«Qui abbiamo la pista da ballo delle feste che facevamo qui di notte al camping Puerto Escondido. È triste, mi spezza il cuore questo, papito. Guarda quello. E questo è ciò che resta», aggiunge.
Nella descrizione del video, il messaggio è ancora più diretto: «La mia Cuba è rimasta nel passato, è solo un ricordo di ciò che un giorno conoscevamo, di quello che abbiamo vissuto, i ricordi più belli della mia infanzia rimangono solo nella memoria. RIDATECI LA MIA CUBA».
Puerto Escondido è stato inaugurato il 6 luglio 1983 come la prima struttura del Complesso del Litorale Nord di Mayabeque, al chilometro 80 della Vía Blanca. Per decenni, le sue cabine, la piscina, la pista da ballo e l'accesso a grotte marine lo hanno reso un punto di riferimento per il riposo popolare cubano, specialmente per i lavoratori e le loro famiglie.
L'abbandono di questo campeggio non è un caso isolato, ma parte di un collasso sistematico delle strutture ricreative statali che si sta diffondendo in tutta l'Isola.
Il campismo San Pedro, ad Artemisa, è passato da 310 cabine nel 2023 a sole 242 nel 2025, con terreni crepati e aree ricreative distrutte. La base Río Jobabo è stata descritta come «un precario santuario senza acqua, senza illuminazione, senza campeggiatori, senza vita». La Peña Blanca presenta tetti crollati e strade silenziose.
Il complesso ricreativo Río Cristal a La Habana, reinaugurato nel 2017 con un investimento di 6,8 milioni di pesos, si presenta nel 2026 con piscine vuote e campi invasi dalla vegetazione, nonostante il giornale ufficiale Tribuna de La Habana affermasse nel luglio del 2025 che «stava avanzando nella sua recupero integrale».
La stessa stampa ufficiale ha riconosciuto nel marzo 2024 che i campismi popolari presentavano «un quadro triste di anni gloriosi ridotti a sporcizia, decadenza e spreco», pur senza indicare il regime come responsabile dell'abbandono.
L'uragano Rafael del 2024 ha aggravato il deterioramento di molte di queste strutture, ma le cause strutturali sono precedenti: decenni di mancanza di investimenti, assenza di manutenzione statale e vandalismo in strutture trascurate.
Il sistema di Campismo Popolare è stato creato nel 1981 con l'obiettivo dichiarato di garantire l'accesso di tutta la popolazione cubana al riposo e alla natura. Oggi, quel progetto è in gran parte un insieme di rovine.
Nel frattempo, il regime ha registrato presso il Ministero del Commercio Estero un progetto di 8,9 milioni di dollari per trasformare il luogo in un «Camping Internazionale Parco Avventure Mirador di Puerto Escondido», anche se non esistono prove di alcun progresso concreto nella sua realizzazione, e le rovine continuano a deteriorarsi davanti agli occhi di coloro che un giorno hanno vissuto lì i loro migliori ricordi.
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