Un cubano stabilito in Guyana ha condiviso questa settimana uno di quei momenti che la diaspora celebra con un orgoglio particolare: l'acquisto della propria casa, lontano da Cuba e con il duro lavoro accumulato in terra straniera.
Miguel Pymes (@miguel.pymes), come si identifica su TikTok, ha pubblicato il video venerdì 19 giugno mostrando una targa decorativa a forma di casa, di colore blu scuro, con il testo «TITI'S HOUSE» in lettere bianche, di fronte a una porta bianca. Il testo sovrapposto all'immagine dice tutto: «La grande soddisfazione di avere la tua casetta» e, in rosso, «(e non nel tuo paese)».
Nella descrizione del video, Miguel ha dedicato il traguardo alla sua partner: «Ce l'abbiamo fatta, mia regina». L'audio ripete con emozione: «Ce l'ho fatta, ce l'ho fatta, ce l'ha fatta, signore».
La frase tra parentesi non è un dettaglio da sottovalutare. Per migliaia di cubani emigrati, acquistare una casa propria in un altro paese rappresenta esattamente ciò che a Cuba risulta praticamente impossibile: accedere a una casa dignitosa con i frutti del proprio lavoro, in un sistema dove salari miserabili e scarsità strutturale rendono questo sogno inaccessibile per la maggior parte.
Che il traguardo si realizzi in Guyana lo rende ancora più significativo. Comprare una proprietà in quel paese non è qualcosa di abituale tra i migranti cubani che vi risiedono. La maggior parte affitta abitazioni condivise per ridurre le spese, e il prezzo al metro quadrato a Georgetown è comparabile a quello delle città americane, rendendo l'acquisto un traguardo raro.
Entre 5.000 e 7.000 cubani vivono attualmente in Guyana, un numero che è cresciuto in modo esponenziale da quando il paese ha eliminato il requisito del visto per i cittadini cubani. Nel 2020 appena 800 persone avevano uno status legale lì; nel 2024 quella cifra è arrivata a 135.000, secondo i dati del dossier sulla migrazione cubana verso quella destinazione.
Guyana attrae i cubani per la possibilità di lavoro immediato nell'edilizia, saldatura, muratura e ospitalità, con salari molto superiori a quelli dell'isola. Tuttavia, il paese affronta anche un'ondata di violenza che ha costato la vita a almeno cinque cubani da ottobre 2024, incluso il caso di Dainier Vegas Infante, di 23 anni, assassinato a colpi di pistola nel suo luogo di lavoro a Georgetown questo giugno, e il ritrovamento del corpo di un cubano di 53 anni accanto a una strada a Coldingen, anch'esso questo mese.
A questi rischi si aggiunge l'incertezza migratoria: il sistema guyanese consente solo proroghe del visto di tre mesi con un massimo di due estensioni, il che lascia molti in situazione irregolare.
In questo contesto, il video di Miguel Pymes si unisce a una tendenza documentata in diversi paesi: cubani che celebrano sui social media l'acquisto della loro prima abitazione all'estero. Una cubana ha fatto lo stesso in Messico nel giugno 2025, un'altra ha condiviso la sua casa in Italia all'inizio del 2026, e ci sono casi simili in Spagna e Stati Uniti.
Il contrasto con la realtà cubana è brutale. A giugno del 2025, un residente di Ciego de Ávila ha offerto sui social media: «Do una casa a Cuba (Ciego de Ávila) in cambio di due biglietti aerei e la differenza la lascio con tutto», un'immagine che riassume fino a dove è arrivata la disperazione di chi non è ancora riuscito a partire.
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