Il governo di Las Tunas smentisce il rumor sugli spegnimenti fino al 2027, ma la crisi dei trasformatori mantiene viva la polemica

Las Tunas affronta una crisi di trasformatori elettrici, con furti e scarsità, che lascia quartieri senza elettricità. Le misure del governo mirano ad alleviare il degrado e migliorare la sicurezza nelle sottostazioni.



Las Tunas ammette limitazioni per la sostituzione dei trasformatori danneggiatiFoto © Facebook/Empresa Eléctrica Las Tunas

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Il Governo Provinciale di Las Tunas ha respinto questo sabato una presunta dichiarazione attribuita alla governatrice Yelenis Tornet Menéndez che circolava sui social network e faceva riferimento alla scarsità di trasformatori elettrici nella provincia.

Il testo virale attribuiva alla funzionaria la frase: "Al quartiere a cui si brucia un trasformatore non avrà corrente fino al 2027, quindi fate attenzione a quegli apparecchi. Il blocco ci impedisce di comprare".

La pagina ufficiale ha qualificato il post come una notizia falsa e ha assicurato che la governatrice non ha mai fatto tale affermazione.

Captura di Facebook/Governo Provinciale del Potere Popolare Las Tunas

Tuttavia, la smentita non disarticola il problema che ha dato origine alla circolazione del messaggio, poiché la scarsità di trasformatori elettrici a Las Tunas è una realtà riconosciuta a vari livelli del sistema elettrico.

Fino a metà maggio la provincia aveva accumulato almeno 11 furti di olio dielettrico e componenti di trasformatori, secondo i rapporti del quotidiano ufficiale 26.

L'episodio più grave è avvenuto il 19 aprile nel comune di Amancio, dove il furto di 600 litri di olio da due trasformatori ha lasciato senza elettricità il 40% del territorio, colpendo 4.947 clienti, oltre a servizi essenziali come un policlinico, le telecomunicazioni e una stazione di pompaggio dell'acqua.

Immagine: Facebook/Governo Provinciale del Potere Popolare Las Tunas

A questo si aggiunge l'esplosione di un trasformatore a Puerto Padre il 3 giugno. Al 17 di questo mese, più di 100 famiglie continuavano a trovarsi lì senza elettricità né fornitura d'acqua dopo 13 giorni di attesa senza una soluzione definitiva.

Il fenomeno non è esclusivo di Las Tunas. A Santiago di Cuba, la rimozione dei trasformatori in vari quartieri senza una data di ripristino ha provocato proteste e cacerolazos.

In Guantánamo, l'Impresa Elettrica ha riconosciuto il 7 giugno di non avere disponibilità fisica di attrezzature per sostituire almeno otto guasti. A Sancti Spíritus, le autorità sono arrivate ad attribuire i danni ai picchi di consumo degli stessi utenti.

Il sistema presenta inoltre limitazioni strutturali. Nel paese esistono solo tre laboratori specializzati nella riparazione di trasformatori, situati a L'Avana, Villa Clara e Manzanillo, il che rende ogni guasto un processo lento e dipendente da capacità centralizzate.

Il contesto energetico nazionale intensifica la pressione sulla rete con un SEN che opera con deficit di circa 2.000 MW giornalieri.

In parallelo, il governo provinciale ha annunciato misure per affrontare il deterioramento delle infrastrutture e i furti, tra cui il rinforzo delle recinzioni perimetrali nelle sottostazioni, l'installazione di illuminazione solare e l'uso di dispositivi di controllo con il supporto del Ministero dell'Interno.

Mentre il discorso ufficiale si concentra nel smentire una frase che non è mai stata pronunciata, la realtà che l'ha resa credibile persiste: interi quartieri di Las Tunas continuano a affrontare settimane senza elettricità né date chiare per il ripristino del servizio.

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