La cantante e autrice cubana Rita Donte ha pubblicato sabato sul suo profilo Instagram un reel che sta già circolando con forza tra la diaspora.
Se tratta di versi che arrivano come una preghiera e con un'indicazione per i cubani: «Accendete la candela, che ormai resta poco».
Nata a L'Avana e stabilita in Messico, Donte ha presentato questa volta un testo che non lascia margine all'ambiguità. In poco più di mezzo minuto, l'artista ritrae la scarsità, la repressione, la scomparsa forzata e il deterioramento strutturale dell'Isola, tutto condensato in immagini dirette e ritmiche che mescolano le sue radici afrocubane con l'urgenza del momento.
«Il popolo in ebollizione, i fagioli che non si ammorbidiscono, quelli sopra che non cedono, quelli sotto che non reggono più», dice Donte nei primi versi, prima di elencare ciò che definisce la vita quotidiana sotto il regime: «Reggaeton, delusione, scomparsa, repressione, la rivoluzione».
La seconda parte punta direttamente a coloro che esercitano il potere: «Devono implorare perdono, la loro giustizia e il muro della condanna, la sentenza del gruppo nella notte del loro destino. Convocati dalla morte e dal peso del male fatto, non avranno più profitto che offrire la loro resa».
L'artista è autodidatta e la sua proposta mescola jazz, bossa nova, bolero filin e radici afrocubane. Nel 2025 ha lanciato il suo album di debutto «Ritual» attraverso Ansonia Records, prodotto da Gustavo Guerrero, un disco di 11 canzoni che includeva già «Patria Querida».
Este messaggio rappresenta un'espressione più diretta e urgente di quel legame con Cuba. Allo stesso tempo, si inserisce nella tradizione dei musicisti della diaspora che hanno utilizzato le loro piattaforme per denunciare il regime cubano e chiedere libertà per l'Isola.
Il verso finale di questo video risuona nei commenti come una promessa condivisa: «Arriveranno le chiare del giorno, con il sole del mattino, Cuba con la sua ribellione sarà libera e sovrana».
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