Una cubana residente in Spagna ha avvertito in un video pubblicato su TikTok martedì che avere 30.000 euro risparmiati non garantisce di trovare un appartamento in affitto nel paese, e ha descritto la ricerca di una casa come «un vero inferno» per gli immigrati appena arrivati.
Karla González, che documenta la sua esperienza migratoria nel formato «diario di una mamma immigrante», ha sottolineato che il mercato degli affitti in Spagna è diventato uno degli ostacoli più difficili della sua vita in quel paese.
«Come cubana che vive in Spagna, il tema che mi ha colpito di più senza dubbio è stato quello dell'abitazione», ha affermato nel video, che ha accumulato oltre 1.500 visualizzazioni in meno di 24 ore.
Secondo la sua testimonianza, i proprietari richiedono sempre più requisiti per affittare: assicurazione per morosità, busta paga a tempo indeterminato, divieto di bambini e animali domestici, e in alcuni casi accettano solo militari o funzionari come inquilini.
A questo si aggiunge il costo. Karla ha spiegato che un appartamento con due camere può arrivare a 900 euro al mese, e che la cauzione —equivalente a tre mesi di affitto— «molto raramente sono soldi che tu puoi vedere di nuovo».
Ma il colpo più duro, secondo lei, è un altro: la discriminazione per accento. «Quando ascoltano l'accento cubano, alcuni nemmeno ti richiamano, e addirittura non ti chiudono il telefono perché Dio è grande», ha denunciato.
Questo testimonianza coincide con i risultati di un rapporto pubblicato a marzo del 2025 secondo il quale il 99% delle agenzie immobiliari a Madrid e Barcellona accettano clausole discriminatorie su richiesta dei proprietari. Le persone con accento straniero ricevono la risposta "l'appartamento non è disponibile" nel 47% dei casi, rispetto al 31% degli spagnoli. A Barcellona, questa disparità sale al 57%.
Karla también analizó las consecuencias de este sistema: «Esto solo provoca tres cosas: primero que quien esté desesperado tenga aún más tentación por ocupar, segundo que por querer escoger tanto algunos terminen alquilando a quien no debe, y tercero que aparezcan personas que se creen que porque uno vive en España es gilipollas».
Il contesto del mercato aggrava il panorama. Il prezzo medio dell'affitto in Spagna ha raggiunto 15,1 euro al metro quadrato al mese a maggio 2026, un massimo storico con un incremento anno su anno del 4%. A Madrid, il prezzo arriva a 23,4 euro al metro quadrato, il che equivale a circa 1.638 euro mensili per un appartamento di 70 metri quadrati. Tra il 2020 e il 2025, i prezzi sono aumentati del 34% in tutto il paese.
Per i cubani la situazione è particolarmente difficile: molti arrivano senza un contratto di lavoro precedente, senza un precedente creditizio spagnolo e senza una rete di contatti che possa fungere da garanzia. Altre cubane in Spagna hanno condiviso esperienze simili riguardo alle barriere del mercato immobiliare, e un'influencer cubana ha spiegato nel novembre del 2025 che i proprietari richiedono le buste paga degli ultimi tre mesi e un deposito anticipato.
Karla ha anche ricordato che una coppia cubana in Spagna ha denunciato abusi legali relativi all'affitto, il che riflette che le difficoltà vanno oltre la ricerca di un appartamento.
Il suo messaggio finale non era di scoraggiamento, ma di preparazione: «Il mio messaggio non è che tu non venga in Spagna. Il mio messaggio è: vieni informato, vieni preparato e con i piedi per terra. Perché emigrare non è solo fare una valigia e comprare un biglietto aereo».
Karla ha raccomandato anche di contare su un familiare o un amico che offra sistemazione temporanea all'arrivo, mentre si cerca un alloggio in un mercato che, secondo le sue stesse parole, «è un vero inferno».
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