Cubalex denuncia la detenzione illegale di Eddy Ceballos per un'accusa penale inesistente a Cuba

Cubalex denuncia che Eddy Ceballos è detenuto con un'accusa penale inesistente a Cuba e rimane in stato di incapacità di comunicare senza un'informativa sui capi d'accusa.



Eddy CeballosFoto © Instagram

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La organizzazione Cubalex ha pubblicato un'analisi legale in cui denuncia che la detenzione del creatore di contenuti Eddy Ceballos è intrinsecamente illegale, poiché l'accusa che gli viene mossa —«invasione di proprietà militare»— non esiste in nessuno dei due codici penali attualmente in vigore a Cuba.

Ceballos, creatore del canale satirico Despingovery Channel, è stato arrestato il 1° giugno all'Avana durante un'operazione di polizia vicino alla sua abitazione, nove giorni dopo aver pubblicato un video in cui esplorava un'installazione militare abbandonata con missili sovietici, radar, bunker e rottami bellici arrugginiti.

Nel video, diffuso il 24 maggio, Ceballos ha descritto uno degli oggetti trovati come «un missile aria-terra risalente agli anni '60 circa».

La famiglia è stata informata di un presunto capo d'imputazione per «invasione di proprietà militare», ma Cubalex segnala che tale accusa non esiste né nel Codice Penale ordinario (Legge 151/2022) né nel Codice Penale Militare (Legge 163/2023).

«L'imputazione di un reato inesistente dimostra in modo tangibile l'illegalità della detenzione di Eddy Ceballos», afferma l'organizzazione nel suo rapporto.

Entrambi i codici penali cubani stabiliscono che «costituiscono reati solo quegli atti espressamente previsti in essi come reato, prima della loro commissione», e proibiscono rigorosamente l'uso dell'analogia per creare figure penali.

Alle irregolarità dell'accusa si aggiungono gravi violazioni procedurali: Ceballos rimane in stato di isolamento dalla sua arresto, senza che gli sia stata notificata l'informativa dei capi d'accusa che la Legge sul Processo Penale richiede nelle prime 24 ore di detenzione.

Cubalex avverte che «questa opacità istituzionale genera una difesa assoluta, poiché impedisce l'esercizio del diritto alla difesa», dato che senza conoscere le accuse formali non è possibile nemmeno assumere una rappresentanza legale.

La mancanza di comunicazione, inoltre, viola il comma B dell'Articolo 130 della Legge sul Processo Penale, che garantisce all'imputato di comunicare con familiari e persone care.

L'organizzazione avverte che tale isolamento «crea un ambiente di indifenibilità che favorisce il rischio imminente di sottoposizione a meccanismi di tortura fisica o psicologica» per costringere il detenuto a autoaccusarsi.

L'analisi di Cubalex mette in discussione anche la responsabilità dello Stato stesso: la Legge 75 di Difesa Nazionale obbliga a segnalare e vigilare le zone militari, ma l'impianto visitato da Ceballos era privo di personale di custodia, barriere operative o cartelli di divieto.

«Poiché non esisteva un avviso visibile, il cittadino non aveva elementi oggettivi per dedurre di entrare in un perimetro ristretto, il che esclude qualsiasi dolo o intenzionalità criminosa», conclude l'organizzazione.

Cubalex sostiene inoltre che l'Articolo 38 del Codice Penale Militare punisce la negligenza nel servizio delle autorità militari, e che è stato proprio lo Stato a incorrere in questa negligenza abbandonando l'installazione senza custodia né segnalazione.

Per l'organizzazione, «Eddy Ceballos non ha commesso un atto di intromissione maliziosa, ma ha documentato l'abbandono dei doveri di cura da parte della stessa amministrazione statale».

Il caso è arrivato ai media statunitensi all'inizio di giugno e ha generato una vasta eco internazionale.

Secondo quanto riportato da Havana Times, le autorità cubane stanno valutando di sottoporre Ceballos a un tribunale militare con l'accusa di «rivelare segreti militari», accusa che potrebbe comportagli fino a 10 anni di carcere.

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