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Un giudice federale ha annullato questo lunedì la tassa di 100.000 dollari che l'amministrazione Trump aveva imposto per richiedere i visti H-1B, in una sentenza che rappresenta un colpo significativo alla politica migratoria restrittiva del secondo mandato del presidente.
Il giudice distrettuale, Leo Sorokin, con sede a Boston e nominato dall'ex presidente Barack Obama, ha emesso una decisione di 42 pagine che ha annullato interamente la politica imposta dalla Casa Bianca nel settembre 2025.
Sorokin ha stabilito che la tassa funge da imposta e che il presidente non ha l'autorità per imporla senza l'approvazione del Congresso, violando inoltre la Legge sul Procedimento Amministrativo.
«Il presidente non aveva potere né autorità delegata per imporre una tassa sulle richieste H-1B», ha scritto il giudice nella sua sentenza.
Il magistrato ha citato anche come precedente la decisione della Corte Suprema di febbraio 2026, che ha annullato i massicci dazi di Trump, per concludere che l'esecutivo non può imporre oneri fiscali senza autorizzazione legislativa.
Da 5.000 a 100.000 dollari: L'impatto della tariffa
Prima della misura di Trump, le aziende pagavano tra 2.000 e 5.000 dollari per richiedere un visto H-1B.
La proclamazione presidenziale firmata nel settembre 2025 ha elevato questo costo a oltre 100.000 dollari, sostenendo che il programma «è stato deliberatamente sfruttato per sostituire, invece di complementare, i lavoratori americani con manodopera straniera a salari più bassi e minore qualificazione».
L'effetto dissuasivo è stato immediato ed estremo: a metà febbraio 2026, il Servizio di Cittadinanza e Immigrazione (USCIS) aveva ricevuto solo 85 pagamenti della tariffa, secondo un fascicolo giudiziario di marzo 2026.
La misura ha generato panico tra datori di lavoro, studenti e lavoratori, e ha provocato numerose cause legali in diversi circuiti del paese.
Chi ha fatto causa e quali sono le loro argomentazioni?
Il caso è stato presentato nel dicembre del 2025 da una coalizione di 20 procuratori generali statali democratici, co-guidata dalla procuratrice generale di New York, Letitia James, e dal procuratore generale della California, Rob Bonta.
Gli stati hanno sostenuto che la tassa ostacolava la loro capacità di assumere insegnanti, personale universitario, ricercatori accademici e lavoratori medici.
«Oggi un tribunale ha messo fine al tentativo illegale di questa amministrazione di distruggere questo programma cruciale e i tanti posti di lavoro che rende possibili», ha dichiarato James dopo la notizia della sentenza.
Bonta, da parte sua, ha definito la tariffa come «un attacco alla capacità degli Stati Uniti di attrarre e mantenere talenti altamente qualificati che rafforzano la nostra economia».
Il presidente dell'Associazione Medica Americana, Bobby Mukkamala, ha celebrato la decisione come «una vittoria per i pazienti», sottolineando che i laureati in medicina internazionali sono essenziali nelle zone rurali e sottoservite.
La risposta dell'amministrazione Trump
La portavoce della Casa Bianca, Taylor Rogers, ha annunciato che l'amministrazione presenterà ricorso contro la sentenza.
«Il presidente Trump ha una chiara autorità legale per limitare l'ingresso di qualsiasi tipo di stranieri che ritenga non sia nel miglior interesse degli Stati Uniti, e questo è esattamente ciò che ha fatto», ha affermato Rogers.
Il Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS) ha definito la decisione come «attivismo giudiziario sfacciato» che smantella gli sforzi di riforma migratoria del presidente.
Un panorama legale diviso
La sentenza di Sorokin contraddice una decisione precedente del tribunale federale di Washington D.C., che a dicembre 2025 aveva confermato la tariffa e l'aveva mantenuta in vigore fino a settembre 2026, quando era programmata per scadere.
Esiste inoltre una terza causa pendente a San Francisco, presentata da gruppi religiosi e sindacati, il che apre la possibilità di sentenze divise in tre circuiti di appello distinti.
Il programma H-1B concede 65.000 visti annuali per lavoratori altamente qualificati, più 20.000 aggiuntive per laureati, ed è utilizzato principalmente dal settore tecnologico, con quasi tre quarti delle approvazioni che riguardano lavoratori provenienti dall'India.
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