Un cubano ha mostrato questa settimana su TikTok come lava i vestiti a Cuba: raccogliendo acqua piovana, filtrandola con un vecchio asciugamano posto sulla lavatrice e utilizzandola anche per spazzolarsi i denti e lavarsi il viso, perché l'acqua del rubinetto arriva con un «brutto colore» e un «cattivo odore».
Il video, pubblicato sabato dal creatore @angeldenis_vlogs, riassume in poco più di un minuto l'odissea quotidiana di milioni di cubani di fronte a una crisi idrica senza fine.
«Lavare i vestiti è diventato praticamente una missione quasi impossibile», dice il creatore all'inizio del video.
Il metodo che descrive è tanto semplice quanto rivelatore: posiziona un vecchio asciugamano sopra il lavandino e, con l'aiuto di sua nonna, filtra tutta l'acqua piovana raccolta affinché «i parassiti e gli insetti rimangano intrappolati in esso».
Sottolinea inoltre un vantaggio inaspettato: l'acqua piovana «risparmia moltissimo detersivo, poiché crea tantissima schiuma».
La stessa acqua scarsa che usa per lavare i vestiti le serve per la cura personale. «Con quel poco di acqua dovrò spazzolarmi i denti e lavarmi il viso», descrive, qualificando la situazione come «fare magia».
Alla fine del video, il creatore ricorre all'umorismo per non affondare: «Ufficialmente sono tornato all'epoca degli indigeni... direi ai taínos, che erano più sviluppati». E conclude con una frase che riassume lo stato d’animo di molti cubani: «Non possiamo permettere che la poca gioia che ci resta se ne vada anche essa».
Il video include anche un testimonianza generazionale che colpisce con forza. La nonna del creatore, nata nel 1939, gli ricorda che prima della Rivoluzione «i negozi erano pieni di cibo e con pochi centesimi potevi comprare ciò che volevi», un contrasto implicito con la Cuba di oggi.
Lo spettacolo nel video non è un caso isolato. Nel aprile del 2026, la crisi dell'acqua colpiva quasi 2 milioni di cubani in tutto il paese, e a maggio quasi un milione dipendeva da autobotti per rifornirsi.
In Santiago di Cuba, 50 sistemi di approvvigionamento erano inoperativi nel marzo del 2026 e si è rilevata una contaminazione fecale nell'acqua, che ha colpito 180.000 persone. A Ciego de Ávila ci sono state zone con 36 giorni consecutivi senza servizio di acqua.
La crisi si aggrava perché il sistema di pompaggio dipende dall'elettricità, e i blackout —che in alcune zone superano le 20 ore giornaliere— interrompono anche l'approvvigionamento idrico, creando un circolo vizioso che il regime non è riuscito a spezzare.
En Pinar del Río, i vicini sono senza acqua da settimane e lavano nel fiume, mentre un camion di acqua può costare fino a 4.000 pesos.
La televisione statale cubana ha riconosciuto nel settembre 2025 che oltre 3,1 milioni di cubani soffrivano di mancanza totale o parziale d'acqua, una cifra che non ha fatto altro che aumentare da allora.
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