Il presentatore spagnolo Jesús Vázquez ha scatenato un'ondata di critiche sui social media per un video di TikTok in cui ricordava il suo viaggio a Cuba e attribuiva la precarietà dell'isola al «blocco», scatenando la furia dei cubani che hanno rifiutato categoricamente quella spiegazione.
Il clip, pubblicato giovedì scorso dall'account ufficiale di Atresplayer, mostra Vázquez mentre racconta un'aneddoto su come viaggiò verso l'isola pensando che nessuno lo avrebbe riconosciuto e fu sorpreso da agenti della dogana che gli chiesero di fare foto.
«Andiamo a Cuba in modo tranquillo, tanto non ci conoscerà nessuno», ha raccontato il presentatore, che ha spiegato che i cubani ricevono contenuti spagnoli tramite pacchetti di programmi che circolano di mano in mano.
La frase che ha acceso la polemica è arrivata quando Vázquez ha giustificato perché i cubani si riuniscono attorno a una sola televisione per edificio: «Forse c'è una televisione nell'edificio, perché, certo, a causa del blocco la situazione sta diventando sempre più difficile».
La sezione dei commenti è diventata un muro di rimproveri.
«Dice che a causa del blocco stanno peggio. Signore, Cuba sta male per la DICTATURA assassina», «Per il blocco dice che non si vede in Cuba, cioè che il blocco è quello che non permette di avere segnale satellitare, beh, signore mio, è la dittatura che ti sanziona per violare le leggi sulle telecomunicazioni», «Dai lussuosi hotel, questi progressisti imbiancano la dittatura» o «Sei stato a Cuba ma non hai capito nulla di fondamentale, la dittatura ha distrutto il suo popolo, sarebbe interessante che qualcuno con visibilità come te spiegasse la verità», hanno detto alcuni utenti.
Un altro utente gli ha ricordato che durante la sua visita si è fotografato nella Piazza della Rivoluzione «con un'immagine gigante del psicopatico che liquidava omosessuali», in riferimento al passato del regime cubano con la comunità LGBTQ+, un fatto particolarmente notevole dato che Vázquez è una figura pubblica apertamente omosessuale.
Ciò che Vázquez ha descritto in modo impreciso come pacchetti di programmi è in realtà il «Paquete Semanal», il sistema informale di distribuzione di contenuti audiovisivi che circola a Cuba tramite dischi rigidi e memorie USB, con circa un terabyte settimanale di film, serie e programmi internazionali.
Questo sistema è emerso precisamente in risposta alla bassa connettività a internet e all'offerta limitata della televisione statale cubana, controllata dal regime.
La visita a cui si riferisce il presentatore ha avuto luogo a Pasqua del 2018.
Il video si è concluso con una battuta del presentatore: «Sono più famoso a Cuba che in Spagna», una frase che è passata senza controversie di fronte al peso della sua riferimento al «blocco», che ha concentrato tutta l'indignazione di coloro che conoscono da vicino la realtà della dittatura cubana.
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