L'influencer cubano Kenny Robert ha pubblicato un video su Instagram in cui risponde con fermezza a coloro che lo hanno criticato per aver promosso un'agenzia di spedizioni verso Cuba, difendendo il fatto che aiutare la famiglia sull'isola non può essere considerato un tradimento politico.
Nel video, il creatore di contenuti residente a Miami rivolge una domanda diretta ai suoi detrattori: «Da quando le persone che siamo qui, in questo paese, da quando è un crimine aiutare la famiglia che è a Cuba?»
Kenny fa appello alla sua storia personale per sostenere la sua posizione: «Quando vivevo a Cuba ero il primo a essere disperato, perché volevo che mi mandassero anche le scarpe per la scuola. A volte, quando mio papà non poteva andare, me le inviava tramite un'agenzia.»
L'influencer sostiene che le agenzie di spedizione operano da decenni e che migliaia di famiglie cubane dipendono da quei pacchi per sopravvivere: «Molti dei familiari che si hanno là riescono a sopravvivere grazie a un pacco che si invia, a una ricarica, a un medicinale, a un generatore elettrico, a qualunque cosa».
Rifiuta inoltre di essere chiamato «comunista» per la sua decisione e rivendica il suo percorso come creatore che ha costantemente parlato della libertà di Cuba: «A me nessuno. E non me ne frega niente. Può venirmi a dire comunista. Né può mettere in discussione il mio amore per il mio popolo».
In uno dei momenti più incisivi del video, traccia una distinzione che considera fondamentale: «Dico sempre, una cosa è lottare per un cambiamento e un’altra è voltare le spalle alla famiglia».
Kenny descrive con dettaglio la realtà di coloro che aspettano quelle spedizioni: «Madri che aspettano una scatola con zaini e matite per i bambini per la scuola. Persone anziane che aspettano farmaci. Perché lì non c'è mai nulla».
Alla fine del video, l'influencer lancia un attacco diretto a una creatrice che ha realizzato un video critico, chiamandola «pagliaccia» e «circense», e fa riferimento al fatto che guadagna «700 pesos», insinuando che sia stata assunta per attaccarlo.
Non è la prima volta che Kenny Robert si trova al centro di una polemica di questo tipo. Nel marzo del 2026 aveva già preso posizione difendendo l'influencer Samantha Hernández, criticata per non esprimere una posizione politica riguardo a Cuba, e in quell'episodio Teresa Padrón si era unita alla sua difesa etichettando «comunisti» coloro che richiedevano posizioni politiche ai creatori.
Kenny Robert ha concluso il suo messaggio con un avviso ai suoi critici: «Continuerò a promuovere il mio lavoro; a chi piace, bene, e a chi non piace, avrà anche lui doppio lavoro».
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