Problemi migratori dopo la sua deportazione costringono El Chulo a sospendere i concerti

El Chulo ha cancellato diversi concerti della sua tournée a causa di problemi con il suo passaporto e pratiche migratorie, secondo un comunicato pubblicato su Instagram.



El ChuloFoto © Instagram / El Chulo

El Chulo ha sorpreso i suoi seguaci pubblicando nelle sue storie di Instagram un comunicato in cui annuncia la cancellazione di vari concerti programmati, citando problemi con il suo passaporto e pratiche migratorie che gli impediscono di muoversi normalmente a livello internazionale.

Il messaggio, rivolto direttamente ai suoi fan, è stato breve ma carico di emozione. «A tutti i miei seguaci e a coloro che attendevano di condividere con me questo tour, voglio esprimere le mie più sincere scuse. A causa di inconvenienti legati al mio passaporto e a pratiche migratorie, purtroppo non mi sarà possibile partecipare ai concerti programmati», ha scritto l'artista.

Il reguetonero cubano non ha nascosto il colpo che questa situazione rappresenta per lui. «Questa notizia mi rattrista profondamente, poiché nutrivo grande entusiasmo nell'incontrarvi e ringraziarvi di persona per tutto l'affetto e il supporto che mi offrite giorno dopo giorno. Il vostro sostegno significa moltissimo per me e non smetterò mai di apprezzare il tempo, l'emozione e l'impegno che dedicate a seguire la mia musica e la mia carriera», ha aggiunto.

Il comunicato si è concluso con una promessa di riunione: «Spero di cuore di poterci reincontrare molto presto e di compensarvi con momenti indimenticabili. Grazie per la vostra comprensione, pazienza e per continuare a camminare al mio fianco in questo sogno. Con rispetto e gratitudine sempre».

Captura di Instagram / El Chulo

L'annuncio arriva in un momento particolarmente delicato per l'artista, che sta attraversando una nuova fase della vita al di fuori degli Stati Uniti. El Chulo è stato arrestato dal Servizio di Immigrazione e Controllo delle Dogane il 22 gennaio 2026 nella sua residenza di Homestead, Florida, in esecuzione di un ordine di deportazione vigente dal 2018.

Tras settimane di detenzione nel centro Florida Soft Side South, conosciuto come «Alligator Alcatraz», l'artista ha denunciato cattive condizioni all'interno del centro: mancanza di medicine, docce solo due volte a settimana e luci accese per tutta la notte.

Per evitare una deportazione forzata a Cuba, El Chulo firmò un'uscita volontaria verso il Messico all'inizio di marzo del 2026. Da lì riapparve con un messaggio sfidante: «Quello che mi hanno fatto è stato un favore».

Il suo avvocato, José Guerrero, ha descritto come «molto difficile» la possibilità che l'artista possa tornare negli Stati Uniti, e i problemi con la sua documentazione internazionale sono ora l'ostacolo diretto che gli impedisce di rispettare gli impegni di tour.

Da Messico, El Chulo ha cercato di ricostruire la sua carriera. Il 7 maggio ha lanciato «Dios lo hizo», una canzone di tema cristiano che ha segnato un giro spirituale nella sua musica e ha ricevuto prevalentemente reazioni positive dai suoi sostenitori.

Nonostante non possa essere sul palco, El Chulo mantiene una connessione attiva con il suo pubblico attraverso i social media e continua a puntare sulla sua musica come via di espressione e riconnessione con coloro che lo accompagnano in questo momento difficile.

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