La creatrice di contenuti cubana @laura_sin_filtros ha pubblicato lunedì scorso un video su TikTok in cui lancia un avvertimento diretto agli emigrati cubani: romanticizzare l'idea di tornare sull'isola può costargli denaro, risorse e «forse l'unica opportunità» di avere successo.
Il video, pubblicato in risposta a un'altra utente identificata come @Jenn López, punta a una tendenza che ha inondato i social network negli ultimi mesi: contenuti emotivi di ricordi e incontri familiari a Cuba che generano una narrativa di nostalgia capace di distorcere la percezione della realtà nell'isola.
«Credo che l’idea di tornare nel nostro paese venga troppo romanticizzata sui social media», afferma Laura nel video, rivolgendosi in particolare a coloro che attraversano momenti di depressione o vulnerabilità emotiva.
Il suo messaggio centrale è chiaro: prima di prendere questa decisione, l'emigrante deve analizzare se i fattori che lo hanno spinto a partire —economici, politici, ideologici o socioculturali— siano ancora presenti a Cuba.
«Ho bisogno che tu analizzi e rifletta sui fattori scatenanti che ti hanno portato a emigrare dal tuo paese a un altro, che ti hanno fatto prendere la decisione più difficile della tua vita, che ti hanno spinto a mettere tutte le cose in uno zaino e a attraversare cieli, mari e terre», dice la creatrice.
La risposta, secondo lei, sta proprio in quella riflessione: «Se sei andato via dal tuo paese perché non c'era corrente, perché non c'era acqua, perché non c'era medicina, e il tuo paese è ancora così, non romantizzare l'idea di tornare, perché quando arriverai lì nulla sarà diverso».
Il contesto che sostiene quest'avvertimento è la crisi più severa che vive Cuba da decenni: blackout di oltre 15 ore giornaliere, collasso del sistema di razionamento e grave carenza di cibi e farmaci, senza segnali di miglioramento sotto il regime di Miguel Díaz-Canel.
Ese scenario ha spinto il più grande esodo della storia recente dell'isola: tra il 2021 e il 2024, circa 1,79 milioni di cubani hanno lasciato il paese, riducendo la sua popolazione da 11,3 milioni a tra 8,6 e 8,8 milioni.
Le separazioni familiari prolungate —che durano mediamente tra i due e i sei anni— generano un profondo dolore emotivo nella diaspora, un terreno fertile per l'idealizzazione del ritorno.
In questo contesto, TikTok si è riempito di video di incontri emotivi tra cubani emigrati e le loro famiglie nell'isola, con casi virali come quello di una donna il cui intero quartiere è uscito a riceverla dopo due anni di assenza, o quello di un figlio accolto in aeroporto dopo quattro anni separato dalla sua famiglia.
Laura non nega quel dolore, ma avverte delle conseguenze di agire da esso: «L'unica cosa che sarà diversa è che avrai speso i tuoi soldi, le tue risorse e forse l'unica opportunità che hai di andare avanti».
Non carica nemmeno di colpa l'emigrante: «Qui nessuno ti regalerà nulla. Nessuno che sia all'estero deve nulla al paese, ma deve l'opportunità, l'opportunità che non ha avuto».
Il video si conclude con una frase che riassume tutto il suo argomento: «Questo lo devi al paese in cui ti trovi: l’opportunità di andare avanti, quell’opportunità che nel tuo paese ti è stata negata, anche se fossi medico, anche se fossi insegnante, anche se avessi un’attività.»
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