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L'apneista cubano Francisco «Pipín» Ferreras è tornato al centro della polemica internazionale dopo aver perso definitivamente la sua causa contro Netflix per il film No Limit («Sin limiti»), una pellicola ispirata alla morte di sua moglie Audrey Mestre e che, secondo lui, lo ritrae implicitamente come un assassino.
La controversia è riemersa questo lunedì con la pubblicazione di un ampio reportage di The New York Times Magazine, che ricostruisce non solo il contenzioso legale contro la piattaforma di streaming, ma anche i sospetti, le contraddizioni e le teorie che per oltre due decenni hanno perseguitato il famoso sub cubano.
Ferreras ha presentato la causa nel 2023 sostenendo che il film francese, uscito su Netflix nel 2022, insinua che egli abbia sabotato deliberatamente il serbatoio d'aria di Mestre durante un'immersione record nella Repubblica Dominicana nell'ottobre del 2002, dove l'atleta ha perso la vita a 28 anni.
Nella pellicola, i personaggi Roxana e Pascal intrattengono una relazione tumultuosa segnata da gelosia, manipolazione e ossessione per i record sportivi. Il film culmina con la morte di Roxana quando il pallone aerostatico non funziona perché il serbatoio d'aria era vuoto. Sebbene i nomi siano stati cambiati, la produzione si conclude con una dedica ad Audrey Mestre e numerosi elementi coincidono con la storia vera della coppia.
Tuttavia, la giustizia statunitense ha dato ragione a Netflix.
In aprile 2024, un giudice della California ha respinto la causa ritenendo che i personaggi del film fossero sufficientemente diversi da Ferreras e Mestre. Successivamente, nell'agosto del 2025, una corte d'appello ha confermato quella decisione e, nel dicembre dello stesso anno, la Corte Suprema della California ha rifiutato di esaminare il caso, confermando così la vittoria della piattaforma.
Il caso ha riacceso l'interesse internazionale perché il reportage del New York Times riporta alla luce i dubbi storici intorno alla morte di Mestre, considerata una delle tragedie più sconvolgenti nella storia dell'apnea estrema.
Secondo la ricostruzione pubblicata dal giornale, Audrey Mestre scese a 171 metri di profondità durante un tentativo di record mondiale senza limiti al largo delle coste di Bayahibe, Repubblica Dominicana. Quando tentò di risalire, scoprì che la bombola d'aria incaricata di gonfiare il pallone di risalita era quasi vuota. La sportiva perse conoscenza sott'acqua e morì poco dopo.
Sebbene ufficialmente la sua morte sia stata classificata come un incidente, da allora sono circolate teorie e accuse riguardo a possibili negligenze gravi e persino sabotaggio deliberato.
Il reportage raccoglie testimonianze di ex collaboratori e subacquei presenti in quella immersione. Alcuni hanno affermato che Ferreras esercitava un controllo assoluto sull'operazione e che reagiva con ostilità quando altri cercavano di controllare il serbatoio d'aria di Mestre.
Uno dei testimoni più duri citati dal giornale è stato quello dell'ex dirigente di AIDA Bill Stromberg, che ha affermato: «La bottiglia era vuota».
Tuttavia, non sono mai state presentate accuse penali contro Ferreras e i genitori di Audrey Mestre hanno dichiarato pubblicamente di non credere che il cubano abbia ucciso loro figlia.
Francisco Ferreras, nato a Matanzas nel 1962, divenne una celebrità internazionale negli anni '80 e '90 grazie ai suoi record mondiali di apnea. Il regime cubano utilizzò allora le sue imprese sportive come simbolo propagandistico, prima che l'atleta disertasse verso gli Stati Uniti nel 1993.
Conosciuto in tutto il mondo come «Pipín», Ferreras ha coltivato per decenni un'immagine quasi mitica: il cubano capace di sfidare profondità estreme senza ossigeno. Ha firmato contratti milionari, è apparso in documentari internazionali e ha suscitato l'interesse del cineasta James Cameron, che ha pianificato per anni un'adattamento cinematografico della sua storia.
Attualmente, Ferreras risiede nuovamente all'Avana, dove dirige una casa di produzione audiovisiva e continua a difendere pubblicamente la sua versione dei fatti. Il reportage del New York Times segnala che sta persino preparando un'ultima immersione estrema prevista per il 2026 a Cabo San Lucas, in Messico, lo stesso luogo in cui è iniziata la sua relazione con Audrey Mestre.
«Prima o poi la gente conoscerà la mia vera storia», ha detto Ferreras al quotidiano statunitense.
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