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Mike Hammer, capo della missione dell'Ambasciata degli Stati Uniti a L'Avana, ha pubblicato questo venerdì una fotografia insieme a tre ambasciatori cubanoamericani con una domanda che funge da provocazione diretta al regime: «Perché i cubani hanno tanto successo fuori da Cuba?»
Nell'immagine appare Hammer insieme ai suoi colleghi Peter Lamelas, ambasciatore in Argentina; Kevin Cabrera, ambasciatore in Panama; e Bernie Navarro, ambasciatore in Perù, tutti e quattro in abiti formali blu scuro in quella che sembra essere una sede governativa a Washington.
La domanda retorica ha una risposta implicita che punta direttamente al sistema politico cubano: il socialismo a partito unico impedisce lo sviluppo individuale, l'iniziativa privata e la mobilità sociale, mentre gli stessi cubani che emigrano e accedono a sistemi di libertà economica e politica raggiungono le posizioni più elevate.
I tre ambasciatori menzionati da Hammer rappresentano percorsi che illustrano questo contrasto.
Peter Lamelas, medico e imprenditore cubanoamericano che è emigrato da Cuba all'età di quattro anni su una nave della Croce Rossa, si definisce come «cubano di nascita, americano per grazia di Dio».
Kevin Cabrera, nato in Florida nel 1990 da origini cubanoamericane, è stato confermato dal Senato come ambasciatore in Panama il 9 aprile 2025 dopo essere stato commissario della Contea di Miami-Dade e direttore statale della campagna di Trump in Florida nel 2020.
Bernie Navarro, fondatore di Benworth Capital a Coral Gables, è stato nominato ambasciatore in Perù il 16 gennaio 2026 dallo stesso Segretario di Stato Marco Rubio, anch'esso cubano-americano, che rappresenta la carica più alta mai occupata da un cittadino di quell'origine in un'amministrazione statunitense.
Questa concentrazione di cubanoamericani in posizioni chiave della politica estera fa parte di una strategia deliberata dell'amministrazione Trump per plasmare la politica emisariale con funzionari che conoscono da vicino il fallimento del modello castrista.
Ai tre ambasciatori nella foto si unisce Benjamín León Jr., cubanoamericano nominato ambasciatore in Spagna.
Hammer, con 37 anni di esperienza nel Servizio Estero, utilizza frequentemente i social media per criticare il regime cubano e connettersi con la diaspora.
En febbraio, dopo aver subito un atto di ripudio a Trinidad organizzato dal governo cubano, ha risposto pubblicamente con un messaggio provocatorio: «Non ci lasceremo intimidire!»
Ese stesso mese, in una riunione con oltre 100 cubani della diaspora europea tenutasi a Madrid, Hammer ha trasmesso il messaggio di Trump e Rubio con una frase che riassume la posizione di Washington: «Il cambiamento a Cuba avverrà».
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