La attivista cubana Anna Bensi (Ana Sofía Benítez Silvente), di 21 anni e residente all'Avana, ha pubblicato su Facebook un nuovo reel intitolato «Riflessioni dal Diario | Parte 3: Pagliacci senza grazia», in cui denuncia apertamente i difensori del regime cubano, nonostante l'escalation repressiva che subisce dal marzo del 2026.
Il video, della durata di cinque minuti e 23 secondi, include la frase «Il comunismo funziona in due luoghi: nei libri e nei conti bancari di chi lo dirige», accompagnata da un appello alla libertà per Cuba e tutti i prigionieri politici.
La pubblicazione avviene in un contesto di intimidazione sistematica che la Sicurezza dello Stato ha mantenuto contro la giovane e sua madre, Caridad «Cary» Silvente, da quando entrambe hanno registrato e diffuso una convocazione irregolare consegnata da agenti del MININT il 10 marzo.
Il regime ha qualificato quella registrazione come reato ai sensi dell'articolo 393 del Codice Penale cubano —violazione della privacy—, con pene da due a cinque anni di carcere, e il 12 marzo la Sicurezza dello Stato ha interrogato la madre per due ore, avvertendola riguardo a una possibile detenzione domiciliare e divieto di uscita dal paese.
Il 25 marzo, entrambe sono state accusate di reati e sono rimaste ai domiciliari. Anna ha descritto così la perquisizione a cui è stata sottoposta quel giorno: «Mi hanno controllato fino ai capelli... Hanno dovuto togliermi l'acconciatura, la blusa, i pantaloni, mi hanno toccato le scarpe».
La repressione non si è fermata lì. Tra il 13 e il 14 aprile, agenti di controspionaggio hanno convocato e interrogato Anna Bensi alla stazione di polizia di Alamar e hanno tentato di reclutarla come informatrice, offrendole di promuovere la sua carriera musicale in cambio del silenzio sul suo attivismo.
«Hanno cercato di reclutarmi», ha denunciato la giovane, che ha rifiutato pubblicamente le pressioni della contro-intelligenza e ha continuato a pubblicare contenuti critici.
Il 21 aprile, il regime ha ulteriormente intensificato le sue azioni: ha hackerato gli account WhatsApp e Telegram di Anna e ha disattivato le sue linee ETECSA, lasciando lei e sua madre in totale incomunicabilità.
Anna Bensi è legata al collettivo «Fuera de la Caja Cuba», fondato all'inizio di gennaio 2026 nel municipio del Cerro da quattro giovani di circa vent'anni, che promuove il pensiero libertario attraverso arte, teatro e video sui social media, e si identifica con cappellini rossi con il motto «Make Cuba Great Again».
Il collettivo è stato anche oggetto di rappresaglie: il regime ha disabilitato i telefoni dei suoi membri come punizione per aver sostenuto pubblicamente Anna, ha intimorito le loro famiglie e ha minacciato i genitori dicendo che i loro figli sarebbero finiti in prigione.
Il passato domenica, il padre di diversi giovani del collettivo ha denunciato pubblicamente le rappresaglie, che includono perdita di occupazione e divieto di uscita dal paese.
Organismi per i diritti umani hanno registrato 231 azioni repressive a febbraio 2026 e 277 a marzo, cifre che illustrano il contesto di repressione sistematica in cui Anna Bensi continua a far sentire la sua voce dall'interno dell'isola.
Archiviato in: