Cubano negli Stati Uniti: «Il principale nemico qui non è l'ICE»



Marcos Barrera MartorellFoto © Instagram Marcos Barrera Martorell

Il creatore di contenuti cubano Marcos Barrera Martorell ha pubblicato un video su Instagram in cui sostiene che il principale nemico dei cubani negli Stati Uniti non è il Servizio di Immigrazione e Controllo delle Dogane (ICE), ma altri latini.

Il reel, registrato dall'interno di un veicolo e accompagnato dal messaggio «Lo dovevo dire», ha accumulato circa 50.000 visualizzazioni, più di 4.000 «mi piace» e centinaia di commenti, diventando un nuovo punto di dibattito sulle tensioni interne all'interno della comunità ispanica nel paese.

La pubblicazione ha scatenato un'onda di reazioni e commenti che spaziavano tra il lato comico e quello serio, segnando alcune nazionalità come le più controverse negli Stati Uniti quando si tratta di denunciare un possibile immigrato clandestino.

Vari diversi seguaci hanno condiviso esperienze concrete di discriminazione da parte di altri latini. Una utente ha raccontato come, appena saputo nel suo luogo di lavoro che era cubana, i suoi colleghi hanno iniziato a interrogarla: «A te danno i food stamps? Hai già la residenza?».

Secondo lei: «Essere cubana e avere vantaggi è stato sufficiente perché tutti si girassero contro di me e non si sono fermati fino a quando non mi hanno cacciata».

Questa percezione di invidia o risentimento delle comunità latine verso i cubani negli Stati Uniti ha radici strutturali.

La Legge di Assestamento Cubano e altri meccanismi di protezione migratoria hanno storicamente offerto ai nuovi arrivati dall'isola vantaggi come la residenza accelerata e l'accesso a programmi di assistenza sociale, generando attriti con altri gruppi di migranti che non godono di queste protezioni.

Il dibattito non è nuovo. Nel marzo del 2025, un altro influencer cubano ha generato polemica affermando che «un cubano è nato per progredire e un messicano è nato per vedere come un cubano progredisce», dichiarazioni che sono state pubblicamente contestate dall'influencer Carlos Eduardo Espina.

In luglio 2025, lo youtuber cubano Yander Serra ha attaccato i cubani stabiliti negli Stati Uniti che supportano le deportazioni dei nuovi arrivati, definendoli «la peggior feccia», dimostrando che le divisioni esistono anche all'interno della stessa comunità cubana.

Marcos Barrera Martorell non è estraneo a questo tipo di contenuto riflessivo con un tocco umoristico. Nell'ottobre del 2024, ha pubblicato un video virale in cui scherzava sulle ragioni per cui non tornerebbe a Cuba, con la frase che è diventata popolare tra i suoi seguaci: «Saremo poveri, ma yumas!».

Il contesto delle deportazioni di massa promosse dall'amministrazione Trump nel 2025 e 2026 ha acutizzato queste tensioni, mettendo i migranti cubani in una posizione scomoda: tra le operazioni dell'ICE e il sospetto dei loro stessi vicini latini.

La domanda che pone Marcos nel suo video —su chi rappresenta la maggiore minaccia per il cubano negli Stati Uniti— tocca una corda che, a giudicare dai commenti, molti volevano esprimere da tempo.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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