Analista definisce "fantasia" la minaccia di Gerardo Hernández sul palcoscenico dopo la caduta



Gerardo Hernández e spazzatura a Cuba.Foto © Cubadebate / CiberCuba

Gerardo Hernández Nordelo, coordinatore nazionale dei Comitati di Difesa della Rivoluzione (CDR) e uno dei cosiddetti «Cinque Eroi» del regime cubano, ha dichiarato che se gli Stati Uniti invadessero Cuba, attiverebbe una guerra di guerriglia «il giorno dopo» dell'occupazione, paragonando lo scenario al Vietnam. L'analista politico e giornalista cubano Camilo Loret de Mola smonta quella minaccia punto per punto e la qualifica come una fantasia senza fondamento reale.

Hernández ha riconosciuto apertamente che Cuba non ha possibilità di vincere un confronto diretto con l'esercito statunitense né di evitare che prendano e occupino il paese. Il suo argomento è che la «sorpresa» arriverà dopo. «Il giorno dopo si attiveranno le nostre unità clandestine, faremo sabotaggio, cercheremo di affrontare indirettamente gli occupanti fino a convincerli che devono abbandonare questo paese perché saranno sconfitti in quella battaglia a lungo termine, quotidiana, giorno dopo giorno».

Loret de Mola, intervistato da Tania Costa, non nasconde il suo scetticismo: «Questo sì che sta agitando un feticcio nell'Amministrazione Trump».

L'analista osserva che il confronto con il Vietnam è invalido in termini geopolitici e logistici. «Il Vietnam aveva un collegamento diretto con la Cina attraverso il confine, dal quale una forte Unione Sovietica in quei momenti forniva tutto l'armamento possibile e tutte le risorse necessarie per affrontare quella guerra. In primo luogo, non esiste più l'Unione Sovietica né alcun sostituto», afferma.

Inoltre, ha aggiunto che Cuba, a differenza del Vietnam, è un'isola senza confini terrestri, con armamenti obsoleti risalenti all'epoca sovietica e senza alcun sponsor esterno disposto ad assumersi il costo geopolitico di finanziare una guerriglia contro Washington nel 2026.

Loret de Mola chiede direttamente: «Credete che nell'attuale scenario geopolitico la Cina si assumerà il rischio o la Russia si assumerà il rischio di essere il patrocinatore o il finanziatore di queste guerriglie individuali?»

L'argomento più convincente dell'analista si concentra sulla base sociale di quella presunta resistenza. «Con chi stai contando? Con il cubano che ogni giorno si sveglia senza luce, senza cibo, con spazzatura davanti alla porta di casa? Davvero quell'uomo lotterà per te?», si chiede Loret de Mola.

Per illustrare, cita una cubana residente nell'isola con cui mantiene contatti e che a quella domanda ha risposto: «Guarda, facciano chiamare la mia vicina, la mamma dei gemelli, che quando le busseranno alla porta e le diranno che deve combattere per Díaz-Canel, a cui ucciderà saranno loro. Perché siamo in una situazione in cui quello che vogliamo è che se ne vadano».

L'analista conclude con ironia: «Sembra che il signor Gerardo non abbia parlato con la madre dei jimaguas».

Le dichiarazioni di Hernández avvengono nell'ambito della campagna «La mia firma per la Patria», lanciata il 19 aprile durante l'evento per il 65° anniversario di Playa Girón, attraverso la quale il regime pressiona i cittadini a firmare liste nei luoghi di lavoro e nelle scuole, impegnando la loro disponibilità a difendere la rivoluzione di fronte a una possibile intervento militare statunitense.

Loret de Mola descrive la realtà di quelle firme senza ambiguità. «Ci sono persone che firmano per paura di perdere il lavoro, perché non gliene frega nulla o perché sono fanatici della rivoluzione. Ma ci sono persone che firmano. Incredibile».

L'analista stima che il discorso di Hernández cerchi di intimidire l'amministrazione Trump evocando i fallimenti di Afghanistan e Irak, ma avverte che Cuba non è paragonabile a quegli scenari per la mancanza di confini porosi e di forniture esterne garantite.

Loret de Mola stima che il 90% dei partecipanti al non creda al discorso che gli viene proposto, e aggiunge una riflessione finale che riassume la fragilità di tutta la minaccia. «E se ci credessero, e se considerassero questa possibilità? Non hanno modo di difenderlo. Non hanno modo di sostenerlo».

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.