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Il Ministero dell'Interno (Minint) ha diffuso questa settimana, attraverso il periodico di stato locale Girón, organo ufficiale di stampa di Matanzas, un comunicato in cui sostiene di aver risolto in meno di una settimana un furto con scasso avvenuto nel paese di San Antonio de Cabezas, municipio di Unión de Reyes.
Secondo il racconto ufficiale, le forze della guardia operativa sono intervenute dopo la denuncia della persona interessata, Ariel García González, a cui sono stati rubati pezzi di auto, pneumatici, attrezzi e una bicicletta di grande valore sentimentale in quanto appartenuta alla figlia deceduta 17 anni fa.
«È stato costituito un gruppo di lavoro che ha permesso di progredire rapidamente nella ricerca e di ottenere l'identificazione dei coinvolti», ha dichiarato il maggiore Yasiel Prado Valdés, delegato del Minint nel territorio.
L'indagine ha portato a tre perquisizioni: due nelle abitazioni del villaggio e una presso la casa di un familiare, dove è stata recuperata la bicicletta.
I detenuti —di 19 e 20 anni— hanno anche confessato di aver rubato quattro serbatoi di olio per rivenderli nel mercato informale, e hanno precedenti che includono reati contro il bestiame e furti in abitazioni.
Il caso si inserisce in una strategia di propaganda che il Minint ha intensificato ad aprile del 2026, con eventi pubblici in diverse province: la restituzione di un televisore all'Isola della Gioventù, una restituzione di beni a Cienfuegos, il recupero di pannelli solari a Colón e l'arresto di un giovane per aver rubato dieci piccioni nella stessa Matanzas.
Il messaggio che il Minint ripete in tutti questi atti è sempre lo stesso: il popolo «si fida sempre di più della polizia» e questa è «la migliore polizia del mondo».
La realtà documentata da fonti indipendenti contraddice in modo contundente quella narrativa.
Secondo l'Osservatorio Cubano di Auditore Cittadino (OCAC), nel 2025 sono stati registrati 2.833 reati verificati a Cuba, un incremento del 115% rispetto al 2024 e del 337% rispetto al 2023, con una media di tra sette e otto reati al giorno.
I furti sono stati il reato predominante, con 1.536 casi in tutto il 2025, un aumento del 479% rispetto al 2023.
Matanzas —la provincia dove il Minint ha appena pubblicizzato il suo operato— è stata precisamente la più colpita dalla criminalità a Cuba nel 2025, con 503 reati verificati, sopra Granma (424), L'Avana (398) e Santiago di Cuba (323).
La distanza tra la propaganda ufficiale e l'esperienza dei cittadini è palpabile: a Santiago di Cuba, una famiglia ha atteso più di dieci ore senza risposta da parte della polizia dopo aver subito un furto il 4 aprile scorso, con la scusa del «cambio di turno».
Di fronte all'inerzia istituzionale, intere comunità hanno iniziato a prendere la giustizia nelle proprie mani, e lo scorso 21 aprile un giovane ha perso una mano in uno scontro con dei ladri in piena strada, episodio che illustra il livello di abbandono a cui è giunta la popolazione.
Dietro l'aumento della criminalità si nasconde un motore strutturale che il Minint ignora nei suoi comunicati: l'economia cubana è diminuita del 5% nel 2025 e del 15% accumulato dal 2020, mentre il salario reale è sceso del 33,5% tra il 2021 e il 2024.
A questa precarietà si aggiunge che si stima che il 20% degli agenti della Polizia Nazionale Rivoluzionaria abbia abbandonato il corpo per diserzione, lasciando intere zone senza copertura, mentre i cittadini segnalano che il combustibile e i veicoli che scarseggiano per le pattuglie «non mancano mai per reprimere la dissidenza».
I due giovani arrestati a San Antonio de Cabezas sono, più che il successo della polizia che il Minint vuole vendere, il volto più visibile di una crisi criminale senza precedenti che 67 anni di dittatura comunista hanno reso inevitabile.
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