Sondaggio: il 75% dei cubani sostiene il cambiamento verso un'economia di mercato e la democrazia



La povertà e la noia di decenni di oppressione si fanno sentire nelle strade cubaneFoto © CiberCuba

I primi risultati parziali di un sondaggio di opinione pubblica di portata inedita sulla realtà politica e sociale di Cuba rivelano che il 75.1% dei partecipanti considera che l'isola debba transitare verso un modello capitalistico di democrazia liberale ed economia di mercato.

Il sondaggio è stato lanciato questo venerdì da una coalizione di oltre 20 media digitali indipendenti cubani ed è disponibile su encuestascuba.net fino al 1 maggio.

I dati sono chiari: non si tratta di una semplice maggioranza, ma di un'inclinazione schiacciante verso la rottura con l'attuale sistema. Il 16.5% preferisce un sistema misto che combini elementi socialisti e capitalisti, una posizione di cambiamento moderato.

Il supporto al socialismo è praticamente residuale: solo l'1,9% crede nella riforma del modello attuale e un simbolico 0,1% desidera mantenerlo così com'è.

Solo il 4,5% opta per un modello capitalistico ma senza pluralismo politico, ovvero con un governo forte e senza multipartitismo.

Insieme, oltre il 91% degli intervistati —sommando coloro che supportano la democrazia di mercato e coloro che preferiscono un sistema misto— sostiene un qualche tipo di cambiamento strutturale profondo.

I dati sulla soddisfazione nei confronti del sistema di governo rafforzano questo quadro con la stessa determinazione. Il 92% dei partecipanti si dichiara molto insoddisfatto —livello uno su una scala da uno a cinque— del sistema di governo attuale a Cuba.

Se si sommano i livelli bassi di soddisfazione, il 96% esprime insoddisfazione in qualche misura, mentre solo il 2% mostra un certo livello di conformità con il sistema attuale.

«La popolazione non desidera solo un altro modello, ma è anche profondamente insoddisfatta del sistema attuale. Questo delineare uno scenario molto chiaro: alta pressione sociale per un cambiamento strutturale profondo, non riforme superficiali», evidenzia l'analisi dei risultati parziali.

L'indagine, anonima e con garanzie tecniche contro risposte duplicate, è composta da 32 domande suddivise in sette sezioni che coprono dal profilo dell'intervistato alle sue posizioni su figure politiche, il ruolo dell'emigrazione cubana e il ruolo degli Stati Uniti.

I risultati del 2026 confermano e approfondiscono una tendenza documentata da CubaData, un'agenzia di sondaggi indipendente che opera dal 2018 e ha raggiunto campioni di oltre 10.000 residenti nell'isola.

In maggio 2024, solo il 3% dei cubani si considerava fermamente socialista e l'85.9% desiderava un cambiamento verso un modello più aperto.

La nuova indagine collettiva rappresenta un salto qualitativo in termini di diffusione, riunendo per la prima volta oltre 20 media indipendenti attorno a uno stesso strumento progettato con una neutralità politica esplicita, e sarà attiva fino al 1 maggio 2026.

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Redazione di CiberCuba

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