La risposta contundente di Luis Alberto García a una seguace che gli ha chiesto supporto per i più vulnerabili



Luis Alberto García (Immagine di riferimento)Foto © Facebook / Luis Alberto García

L'attore cubano Luis Alberto García ha risposto in Facebook a una seguace che gli suggeriva di organizzare raccolte di medicinali e cibo a L'Avana, rivelando che da tempo svolge attività di solidarietà in silenzio e senza cercare riconoscimenti.

Todo è iniziato quando García ha pubblicato un messaggio chiedendo aiuto per ottenere Lorazepam —un ansiolitico di difficile accesso a Cuba— per una persona che ne ha urgente bisogno, scrivendo il nome del farmaco con trattini per eludere possibili filtri algoritmici: "Un essere umano straordinario, qui a Cuba, ha un imperioso bisogno di LO_RA_ZE_PAM per rialzarsi e affrontare la salita. Ci sono molte persone buone in questo mondo. Ho fiducia."

La pubblicazione ha immediatamente generato un'onda di risposte solidali, con numerose persone che si sono offerte di cedere il medicinale.

In questo contesto, una seguace ha colto l'occasione per suggerire all'attore di convocare altri artisti per raccogliere medicinali e cibo nella capitale: "Solo con la sua presenza può alleviare le anime e confortare i nonni e le madri. Li aiuti, so che può unire le persone."

Facebook / Luis Alberto García

García ha risposto in modo diretto ed emotivo, chiarendo che il suo impegno nei confronti dei più vulnerabili non è nuovo né ha bisogno di palcoscenico: "Creda che sono stato e continuerò a farlo, guidato da esseri umani molto superiori a me, che da ogni angolo si occupano e si preoccupano di dare sostegno materiale e spirituale a chi è in difficoltà e agli ammalati. Sono uno di più in quelle fila. Non cerco protagonismo né colpi di petto. Sono favorevole a fare del bene nel silenzio."

Emozionata per aver ricevuto una risposta, la seguace ha scritto: "Conserverò questo momento come unico e anche i ringraziamenti per aver aiutato, per essere. Io continuo a vederlo come un clandestino di tutti i tempi accanto all'indifeso."

Altri commenti hanno rafforzato questa idea, sottolineando che "ciò che si fa con il cuore e per il bene del prossimo non ha bisogno di protagonismo", e hanno persino citato il passo biblico di Matteo 6:3, riguardo a fare del bene in segreto. Diversi utenti hanno anche lodato l'umiltà dell'attore, definendolo "un grande uomo" e mettendo in evidenza la sua semplicità.

Tra le reazioni, ci sono state anche proposte concrete per canalizzare l'aiuto, come il riferimento a iniziative indipendenti che raccolgono e distribuiscono materiali tra le persone bisognose.

In mezzo alla prolungata crisi che vive Cuba, contrassegnata dalla scarsità di medicinali, cibo e servizi di base, questo tipo di iniziative individuali —sostenute da cittadini e figure pubbliche— sono diventate un sostegno per molte famiglie, di fronte all'incapacità del sistema statale di garantire condizioni di vita dignitose.

Non è la prima volta che García si mobilita per cause umanitarie; in precedenza ha anche gestito farmaci oncologici per un bambino nell'isola, in un contesto segnato dalla scarsità e dalle carenze del sistema sanitario. Il suo attivismo civico è stato inoltre accompagnato da posizioni critiche sui social media, dove ha denunciato la censura, i blackout e la situazione sociale che attraversa il paese.

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Redazione di CiberCuba

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