La Repubblica Dominicana si consolida come potenza risicola e Cuba è in crisi alimentare



Marca di riso La Garza/Bodega a CubaFoto © Collage di X/@juantomasdiazi/CiberCuba

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Mientras la República Dominicana celebra di diventare il maggiore produttore di riso dei Caraibi e dell'America Centrale, Cuba attraversa il collasso più severo della sua storia risicola, incapace di produrre neanche uno ogni nove piatti di riso che consuma la sua popolazione.

Secondo Diario Libre, il presidente dominicano Luis Abinader ha presieduto domenica a Bonao l'inizio della raccolta del riso 2026, insieme al ministro dell'Agricoltura, Francisco Oliverio Espaillat, in un evento che ha segnato una pietra miliare regionale per il paese.

Espaillat ha affermato che la Repubblica Dominicana supera complessivamente la produzione totale dei Caraibi e dell'America Centrale, e che attualmente il paese dispone di più di cinque milioni di quinti di riso in inventario, escludendo la produzione in corso, il che garantisce il rifornimento del mercato nazionale.

Nel 2025, la produzione dominicana ha raggiunto 14,78 milioni di quintali, equivalenti a oltre un milione di tonnellate metriche, e alla fine di marzo del 2026 erano già stati seminati 1,4 milioni di compattamenti con rendimenti superiori a 5,44 quintali di riso bianco per compattamento nelle prime aree raccolte.

Il modello dominicano combina meccanizzazione agricola, uso di droni, livellamento satellitare dei terreni, semina meccanizzata e una nuova varietà di riso sviluppata dopo oltre un decennio di ricerca, con un maggiore rendimento di chicchi interi e resistenza alle erbacce. Per sostenere il settore, Banreservas ha destinato RD$12.000 milioni a un tasso preferenziale per la pegno del grano.

In contrasto, la produzione di riso cubana è collassata da 304,000 tonnellate nel 2018 fino a livelli minimi storici, mentre la domanda interna continua a non essere soddisfatta dall'agricoltura nazionale. Questo calo ha ridotto la disponibilità di riso sull'isola del 41,5% dal 2005.

La crisi si riflette nella vita quotidiana dei cubani: nelle Tunas, a febbraio del 2026, non c'era riso disponibile per la popolazione, una situazione che si ripete in diverse province del paese.

Le soluzioni sperimentate dal governo cubano non hanno prodotto risultati. Le donazioni ricevute dalla Cina sono finite nel mercato nero, per nulla destinate alle famiglie che ne avevano maggiormente bisogno. Nel frattempo, il presidente Miguel Díaz-Canel ha assicurato che Cuba potrebbe autoabastecersi di riso in breve tempo grazie alla cooperazione con paesi alleati, una promessa che contrasta con la realtà sul campo.

I progetti di collaborazione agricola hanno anche incontrato ostacoli interni: una azienda ha segnalato fondi congelati a maggio 2025, rallentando le iniziative di semina promosse insieme al Vietnam a Pinar del Río.

"Il riso non è solo una coltivazione, è stabilità, sicurezza alimentare e garanzia di tranquillità per il popolo dominicano," ha riassunto il ministro Espaillat, in una frase che, per contrasto, descrive esattamente ciò che Cuba ha perso.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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