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La Presidenza di Cuba ha pubblicato sui social un incontro presieduto da Miguel Díaz-Canel con scienziati ed esperti per discutere i "risultati" del lavoro tra università e il Ministero dell'Energia e delle Miniere, e la reazione dei cittadini non si è fatta attendere: un'ondata di critiche e incredulità ha sommerso i commenti.
L'incontro ha riunito membri del Gruppo Nazionale delle Università per le Fonti Rinnovabili di Energia e l'Efficienza Energetica, ente creato nel 2019 per coordinare progetti di biogas, biomassa forestale e altre fonti alternative con il ministero competente.
Uno dei commenti più ricorrenti è stato, appunto, l'incredulità di fronte a quel termine. "Quali risultati?", hanno chiesto diversi utenti, mentre altri insistevano: "Mi potete dire quali sono i risultati visibili?" o semplicemente "Risultati??".
Buona parte delle reazioni si è concentrata nel denunciare l’eccesso di riunioni di fronte all'assenza di soluzioni reali. "È una riunione dopo l'altra e ogni giorno la situazione peggiora," ha scritto un utente.
Otro comentó: "Riunione dopo riunione per non risolvere la situazione che vive il popolo", mentre non sono mancati messaggi più incisivi come "Riunioni e ancora riunioni e ZERO RISULTATI".
Ci sono state anche critiche riguardo alla disconnessione tra questi incontri e la vita quotidiana: "Molte riunioni, molto dibattito, ma dove sono i risultati?".
Altri commenti hanno messo in evidenza le alternative energetiche che, secondo gli utenti, sono state ignorate per anni. "Perché non esploriamo l'energia delle correnti marine?", ha suggerito uno, facendo riferimento al potenziale di un'isola circondata dal mare.
Nella stessa linea, si è messo in discussione il fatto che non si parli di fonti come l'energia mareomotrice o undimotrice, e ci sono stati coloro che hanno ricordato che esistono già proposte accademiche non applicate: "Ora è necessario che introducano le innovazioni e risolvano i problemi che ci portiamo dietro da tempo".
Quel contrasto tra il discorso ufficiale sui "risultati" e l'esperienza quotidiana dei cubani ha finito per dominare la conversazione, segnata dalla frustrazione e dal rifiuto di ciò che molti considerano ulteriori promesse senza un reale impatto.
La realtà che supporta questa frustrazione è innegabile: questo mercoledì, il Sistema Elettrico Nazionale ha stimato una disponibilità di poco più di 1.200 MW rispetto a una domanda massima di 3.000 MW. Il paese ha subito vari crolli totali del sistema da ottobre 2024, incluso uno il 16 marzo che è durato quasi 30 ore.
I progetti di biogas e biomassa forestale presentati all'incontro sono stati annunciati per oltre due decadi senza risultati concreti, e fonti indipendenti stimano che sarebbero necessari 8 miliardi di dollari per coprire il 93,4% della domanda elettrica con fonti rinnovabili, una cifra irraggiungibile data la crisi economica attuale.
Il stesso Díaz-Canel ha riconosciuto a febbraio che il governo ha deciso di "mettere più energia nell'economia, anche a scapito della popolazione", un'ammissione che riassume la politica energetica del regime di fronte ai milioni di cubani che soffrono di blackout fino a 22 ore al giorno.
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