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Un cubano detenuto nel centro di detenzione migratoria Alligator Alcatraz, in Florida, ha denunciato di essere stato vittima di una brutale aggressione da parte di otto guardie lo scorso 2 aprile, durante una protesta interna per la mancanza di accesso alla comunicazione telefonica, come riportato da Telemundo 51.
Se tratta di Raiko López Morffi, che è stato arrestato durante un incontro di routine con le autorità migratorie ed ha un ordine di espulsione. In una telefonata registrata dalla sua famiglia e condivisa con Telemundo 51, López Morffi ha descritto il suo stato quasi due settimane dopo i fatti: "Mi fa molto male la testa, il petto, mi fanno male le costole, le spalle, non riesco quasi a sollevare entrambe le mani".
L'arrestato ha raccontato di essere stato estratto dalla sua cella con la forza: "Mi hanno tirato fuori con calci e pugni fino a gettarmi a terra... mi hanno colpito alla testa e dappertutto".
Sua matrigna, Lisette Champagne, ha ampliato i dettagli dell'aggressione: "Otto guardie lo hanno colpito… una gli ha dato un pugno nell'occhio, persino uno ha cercato di strangolarlo. Altri prigionieri urlavano 'assassino, l'hai ucciso'".
Questo caso si aggiunge ad altre denunce di pestaggi e uso di spray al peperoncino nelle celle chiuse che hanno suscitato una crescente preoccupazione per le condizioni del centro.
Dopo la brutale aggressione, López Morffi è stato trasferito in una cella di isolamento conosciuta come "la scatola".
L'incidente si verifica in un contesto di crescente scrutinio giuridico sul centro: un ordine emesso il 28 marzo dalla giudice federale Sheri Polster Chappell ha richiesto di migliorare l'accesso dei detenuti alla rappresentanza legale.
Non è la prima volta che si registrano episodi di violenza nella struttura. Mesi fa, centinaia di cubani hanno partecipato a una protesta di massa che è stata repressa dalle autorità del centro, dove ci sono tra 700 e 800 cubani.
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