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Cuba è albeggiata questo martedì immersa in blackout ovunque: il servizio elettrico è stato interrotto per 24 ore lunedì e l'interruzione è continuata durante le prime ore di oggi, secondo il comunicato ufficiale della Unión Eléctrica (UNE).
A le 06:00 ore di martedì, la disponibilità del Sistema Elettrico Nazionale (SEN) era di appena 1.180 MW di fronte a una domanda di 2.340 MW, lasciando 1.158 MW senza copertura in tutto il paese.
La situazione promette di aggravarsi con l'arrivo della notte. La UNE prevede per l'orario di punta una domanda di 2.850 MW con una disponibilità che rimarrebbe a 1.180 MW, il che comporterebbe un deficit di 1.670 MW.
Si prevede un'affettazione di 1.700 MW in questo orario, una cifra che si inserisce in una tendenza costante di crisi energetica in cui i deficit sono oscillati tra 1.609 MW e 1.945 MW nei giorni recenti.
Tra i fattori che hanno aggravato il collasso energetico spicca l'interruzione della fornitura di petrolio venezuelano dal dicembre 2025, che ha lasciato le centrali termoelettriche senza il carburante necessario per operare a piena capacità.
Il paese non è riuscito a riprendersi completamente dai collassi totali del SEN, eventi che hanno messo in evidenza la fragilità strutturale delle infrastrutture elettriche cubane.
Esperti hanno sottolineato che il ripristino del sistema richiederebbe tra 8.000 e 10.000 milioni di dollari, una cifra inaccessibile per l'economia cubana nella sua attuale situazione.
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