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La Unión Eléctrica (UNE) ha previsto questo sabato un'affettazione di 1,515 MW per l'orario di punta notturno, con una disponibilità di appena 1,515 MW rispetto a una domanda massima stimata di 3,000 MW, il che rappresenta un deficit di 1,485 MW.
La situazione era già critica dalle prime ore del giorno: alle 06:00, la disponibilità del Sistema Elettrico Nazionale (SEN) era di 1.455 MW con una domanda di 2.380 MW, lasciando 964 MW senza copertura, e nell'orario di mezzogiorno si prevedeva un'impatto di 1.000 MW.
Venerdì è stato ancora peggio. La massima incidenza per deficit di capacità di generazione è stata di 1.754 MW alle 20:40, superiore a quanto pianificato a causa dell'entrata tardiva — dopo il picco — dell'unità 6 di Energas Boca de Jaruco.
Tra le principali problematiche di questo sabato ci sono guasti nell'Unità 5 della Centrale Termoelettrica (CTE) Antonio Maceo e nell'Unità 2 della CTE Felton, oltre a unità in manutenzione nelle CTE Mariel, Renté e Nuevitas, con 377 MW di generazione termica fuori servizio.
Come unico sollievo alla previsione, l'UNE ha riferito che si prevede l'entrata in funzione dell'Unità 1 della CTE Habana con 60 MW per l'orario di massima domanda, anche se al momento della pubblicazione della nota si trovava in fase di avviamento.
Alle 10:36 di sabato, la UNE ha aggiornato sui suoi canali social che la Unità 1 della CTE Ernesto Guevara De La Serna è tornata online, il che potrebbe migliorare marginalmente il panorama per il picco notturno.
I 54 parchi solari fotovoltaici hanno prodotto venerdì 3.837 MWh, con una potenza massima di 546 MW a mezzogiorno, anche se questa fonte non fornisce generazione durante l'ora di punta notturna, che è quando si concentrano i maggiori disagi.
Il pronostico di questo sabato, sebbene inferiore ai peggiori registri recenti, rimane devastante per la popolazione. Finora ad aprile, le afflizioni notturne di picco sono oscillate tra 1.609 MW il 2 aprile e 1.945 MW il 1 aprile, con un picco di 1.871 MW il 7 aprile. Il 16 marzo, il SEN ha subito una disconnessione totale del sistema.
La crisi ha cause strutturali: un'infrastruttura termolettrica obsoleta e massimamente deteriorata, oltre tre mesi consecutivi senza forniture regolari di gasolio, olio combustibile e gas liquefatto, e la cessazione delle spedizioni da parte di Venezuela e Messico a partire da gennaio 2026, dopo la cattura del dittatore Nicolás Maduro da parte delle truppe statunitensi e l'aumento delle pressioni di Washington su L'Avana.
La ONU ha avvisato che almeno due milioni di persone a Cuba stanno affrontando una crisi severa caratterizzata dal deterioramento dei servizi di base, in un contesto di blackout prolungati, mancanza di carburante e crollo delle infrastrutture essenziali. Il sistema sanitario ha accumulato oltre 96 mila interventi chirurgici in attesa, inclusi circa 11 mila nei bambini.
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