La rapper dominicana Tokischa ha scatenato una tempesta di critiche e una denuncia penale dopo aver pubblicato sui suoi social media fotografie in cui appare semidesnuda —in topless e perizoma— all'interno della basilica di Santa Maria del Coro, un tempio barocco del XVIII secolo situato nel Parte Vieja di San Sebastián, Spagna.
Le immagini, girate come parte del cortometraggio "(No) Margine", sono state diffuse all'inizio di questa settimana e hanno acceso il dibattito sui social media, dove il post ha accumulato più di 6.400 commenti e 5.800 repost su Instagram.
Il Vescovado di San Sebastián ha reagito immediatamente e ha richiesto il ritiro di tutto il materiale dalle piattaforme digitali, esprimendo "profondo rammarico per l'uso improprio di uno spazio sacro per la realizzazione di contenuti che risultano incompatibili con il rispetto dovuto a un luogo sacro e feriscono la sensibilità religiosa dei fedeli".
Lo che ha aggravato la situazione è stata la menzogna dietro la registrazione: la produttrice Visore aveva richiesto il permesso alla Diocesi nel luglio del 2025 per girare "un momento contemplativo e rispettoso, senza dialoghi, né attività che interrompessero la dinamica del luogo", sostenendo che si trattava di "un progetto culturale che mira a promuovere la cultura basca attraverso una storia intima e poetica".
L'Obispado ha indagato sui lavori precedenti della produttrice e dell'artista, comunicando loro che "non autorizzava la registrazione del progetto in nessuno dei templi o eremi" della diocesi.
A prescindere di ciò, la produttrice ha contattato direttamente i responsabili della basilica, silenziando il loro contenuto autentico e il rifiuto che avevano già ricevuto dal Vescovado, secondo il comunicato ecclesiastico.

La Fondazione Spagnola degli Avvocati Cristiani è andata oltre e ha presentato una denuncia per presunto reato di profanazione, previsto dall'articolo 524 del Codice Penale spagnolo, che punisce con la reclusione da sei mesi a un anno o con una multa da 12 a 24 mesi chiunque compia atti di profanazione in un tempio in offesa ai sentimenti religiosi.
L'organizzazione ha qualificato le immagini come "di alto contenuto sessuale" e ha sottolineato che l'"estetica pianificata" del cortometraggio evidenzia una premeditazione, oltre a ricordare che Tokischa è già stata sanzionata nel 2021 dalla Procura di La Vega, nella Repubblica Dominicana, dopo aver posato in modo sensuale nel Santuario di Nostra Signora di Altagracia, il che, a suo avviso, dimostra una condotta reiterata e una volontà deliberata di utilizzare luoghi di culto per generare provocazione.
In suo post su Instagram, Tokischa ha difeso la sua posizione con un testo in cui separa la sua fede dalla religione istituzionale: "La mia relazione è con Dio, non con la religione, Dio mi accetta per come sono, mi ha creato, non mi giudica", ha scritto, aggiungendo che "Dio non se n'è mai andato, è presente in ogni cellula del mio corpo (...) Ma voi credete che sia solo in chiesa".
I commenti si sono divisi tra indignazione e supporto, sebbene la critica abbia chiaramente dominato: il più popolare è stato "Toki amore mio ti amo… ma la casa di Dio va rispettata", con 9.567 reazioni positive, seguito da "Sì tokisha ma non bisogna mancare di rispetto così a Dio", con oltre 4.200.
Altri utenti sono stati più severi: "È una mancanza di rispetto, una chiesa non è uno spazio neutro o un palcoscenico puramente estetico, è un luogo sacro per una comunità di credenti con una funzione spirituale, non artistica né turistica. 'L'ARTE' non è un pretesto per tutto", ha scritto uno dei commentatori più citati.
Il Obispado, che sta valutando se i fatti richiedono ulteriori azioni giuridiche o canoniche, ha concluso il suo comunicato con un invito al dialogo: "Invitiamo a mantenere sempre un atteggiamento di rispetto verso le credenze religiose e i luoghi sacri, favorendo un clima di convivenza e comprensione nella nostra società".
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