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La Polizia di Cuba si è autoproclamata efficiente pubblicando sul suo profilo di Facebook "Eroi in blu a Cuba" di aver risolto in "meno di tre ore" un furto con scasso avvenuto in un locale dell'Avana.
Il fatto è avvenuto martedì nel Progetto di Sviluppo Locale "Sara y C", dedicato alla ricreazione e allo sport, situato nel consiglio popolare di Tamarindo, comune di Diez de Octubre.
Tra i beni sottratti figuravano computer, un televisore, telecamere di sicurezza, un laptop, stampanti, un sistema wifi e altri apparecchi di valore.
La pubblicazione, carica di linguaggio trionfalista, ha celebrato l'operazione con frasi come "efficacia, coordinazione e lavoro di squadra" e ha assicurato che "le vittime hanno ringraziato per l'azione rapida della PNR, la sua professionalità e hanno ribadito la loro fiducia nella nostra istituzione".
Tuttavia, il presunto successo della polizia ha poco di straordinario: il responsabile identificato è stato lo stesso custode dell'impianto, ossia la persona con accesso diretto al luogo e il sospetto più ovvio fin dal primo momento.
La Polizia ha descritto il processo come "un'indagine approfondita che ha incluso l'analisi tecnica" con il supporto del Dipartimento Tecnico delle Investigazioni (DTI), dei capi settore e dell'area di ricerca criminale, per concludere indicando chi aveva le chiavi del locale.
La pubblicazione risponde a un modello ben documentato di propaganda istituzionale del Ministero dell'Interno: trasformare risoluzioni di casi routinari in grandi vittorie mediatiche per proiettare un'immagine di efficacia che non corrisponde alla realtà quotidiana.
Lo stesso schema si è ripetuto martedì scorso, quando la stessa pagina ha annunciato la restituzione di un televisore rubato a una casa di cura sull'Isola della Giovinezza, e questa settimana con un evento pubblico a Punta Gorda, Cienfuegos, per restituire beni rubati, nonostante quella stessa stazione di polizia avesse subito un furto di armi a gennaio.
Il contrasto con la realtà è devastante.
Solo tre giorni prima dell'operazione a Diez de Octubre, il 4 aprile, una vittima di furto a Santiago di Cuba ha denunciato il fatto alle 7:06 del mattino e alle 18:00 -più di dieci ore dopo-, la Polizia non aveva ancora ispezionato il luogo, sostenendo che bisognava attendere il cambio di turno.
Le cifre supportano questa percezione: nel 2025 sono stati registrati 2.833 reati verificati a Cuba, un aumento del 115 %, e i furti hanno guidato le statistiche con 1.536 casi, una tendenza che non si arresta.
Ante l'inazione istituzionale, le comunità cubane hanno iniziato a fare giustizia da sole. I cittadini denunciano che la PNR sostiene di avere carenza di carburante, veicoli e personale per affrontare i furti, mentre le pattuglie non mancano mai per reprimere la dissidenza. "Per reprimere sì c'è carburante".
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