La Namibia si mobilita per aiutare Cuba in mezzo alla crisi



Aiuto umanitario (Immagine di riferimento)Foto © Facebook / Leisam Rubio

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La presidenta dell'Assemblea Nazionale della Namibia, la Dr.ssa Saara Kuugongelwa-Amadhila, ha incontrato mercoledì a Windhoek il Gruppo Parlamentare di Amicizia e membri dell'Associazione di Amicizia Namibia-Cuba per discutere una proposta concreta di aiuto solidale per l'isola, immersa nella sua peggiore crisi economica e umanitaria dal Periodo Speciale degli anni novanta.

Secondo una nota pubblicata dal Ministero degli Affari Esteri di Cuba, la delegazione dell'Associazione di Amicizia Namibia-Cuba è stata guidata dall'ex deputato Helmuth Kangulohi Angula, noto leader politico e membro di spicco dell'Organizzazione del Popolo del Sud-ovest africano (SWAPO) durante la guerra di liberazione contro il regime di occupazione sudafricano, e che ha ricoperto diversi ministeri nei governi namibiani dopo l'indipendenza.

L'iniziativa mira a mobilitare risorse da più settori: governo, aziende private e pubbliche, gioventù, istituzioni religiose e mezzi di comunicazione, con l'obiettivo di articolare una risposta nazionale unificata di fronte alle sfide che Cuba sta affrontando.

Durante l'incontro è stata sottolineata l'importanza di rendere pubblica l'intenzione del progetto, evidenziando che Cuba "è stata un alleato incondizionato dalla lotta della Namibia contro l'oppressione coloniale, fino ai processi di sviluppo dopo l'indipendenza".

Il comunicato del Ministero degli Affari Esteri di Cuba sottolinea che "l'iniziativa evidenzia i legami storici duraturi tra Namibia e Cuba; inoltre, rappresenta una risposta nazionale unificata basata sulla solidarietà e sull'internazionalismo".

I legami tra i due paesi risalgono all'Operazione Carlota, iniziata nel novembre del 1975, quando Cuba intervenne militarmente in Angola a sostegno dei movimenti di liberazione africani.

Più di 300.000 cubani hanno partecipato a missioni nel continente per 16 anni. La Battaglia di Cuito Cuanavale (1987-1988) è stata un punto di svolta che ha accelerato le trattative culminate con l’indipendenza della Namibia il 21 marzo 1990.

In reciprocità, Namibia ha donato olio di girasole al sistema sanitario cubano nel settembre del 2022 come gesto di solidarietà.

La crisi che motiva questa iniziativa è di proporzioni allarmanti. Il PIL cubano accumula una contrazione del 23% dal 2019, con una previsione di ulteriore calo del 7,2% per il 2026.

I blackout raggiungono fino a venti ore al giorno in alcune province, ci sono 96.000 interventi chirurgici in attesa —11.000 nei bambini— e oltre sei milioni di dollari in forniture mediche bloccate per mancanza di carburante.

La Organizzazione delle Nazioni Unite il 24 marzo un piano umanitario di 94,1 milioni di dollari per Cuba, volto ad assistere due milioni di persone in 63 municipi di otto province.

Tuttavia, al 7 aprile il piano presentava un deficit di finanziamento di circa sessanta milioni di dollari, il che limita severamente il suo raggio d'azione.

La crisi energetica è peggiorata dopo la sospensione delle spedizioni di petrolio venezuelano e l'entrata in vigore della Ordine Esecutivo 14380 dell'amministrazione Trump, firmata nel gennaio del 2026, che impone dazi ai paesi che vendono petrolio a Cuba.

Questa non è la prima volta che la presidente dell'Assemblea Nazionale della Namibia esprime il suo supporto all'Avana: già nel gennaio 2026 aveva manifestato solidarietà a Cuba di fronte a un'altra crisi.

La nuova proposta, tuttavia, rappresenta un passo più concreto coinvolgendo molteplici settori della società namibiana in una risposta coordinata e di portata nazionale.

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