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Il terremoto di magnitudo 6.0 registrato nella mattinata del 17 marzo a sud-est di Imías, nella provincia di Guantánamo, ha generato almeno 620 repliche in poco più di 24 ore, secondo report aggiornati fino alle 6:00 del mattino di questo 18 marzo.
L'evento principale si è verificato alle 00:28 (ora locale) e si è avvertito con forza in diverse province dell'oriente cubano, tra cui Santiago de Cuba e Granma, suscitando allerta tra la popolazione. Molti residenti sono usciti dalle loro abitazioni durante la notte a causa dell'intensità del sisma.
Gli specialisti segnalano che questo elevato numero di repliche è un comportamento normale dopo un sisma di questa magnitudo. Maggiore è l'intensità del terremoto, maggiore è l'estensione dell'area di rottura nella crosta terrestre, il che genera una sequenza prolungata di movimenti secondari mentre il terreno si riadatta.
Tuttavia, gli esperti avvertono che questa intensa attività sismica non riduce il rischio di un evento maggiore nella regione. Al contrario, insistono sulla necessità di mantenere la percezione del pericolo, soprattutto nel settore compreso tra Santiago di Cuba e Guantánamo, una delle aree sismicamente più attive del paese.
Il sisma si è verificato lungo la faglia Oriente, al confine tra la placca nordamericana e la microplacca di Gonave, un contesto geologico storicamente soggetto a terremoti. Nelle settimane precedenti erano già stati registrati movimenti di magnitudo 5.3 e 5.6 nella stessa area, il che suggerisce un periodo di elevata instabilità tettonica.
Fino a questo momento, non si segnalano vittime né danni materiali significativi, sebbene le autorità mantengano una vigilanza costante sull'evoluzione del fenomeno.
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