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La presidenta incaricata del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha destituito questo mercoledì il ministro della Difesa, Vladimir Padrino López, una delle figure più potenti e fedeli del chavismo, dopo oltre un decennio alla guida delle Forze Armate.
Padrino non è stato solo il ministro della Difesa più longevo del regime, ma anche un pilastro chiave del potere militare di Nicolás Maduro, che ha sostenuto per anni dal vertice militare. La sua permanenza in carica lo ha reso uno degli uomini di maggiore fiducia del presidente catturato e garante del controllo politico sulle forze armate.
La partenza di Padrino avviene in mezzo a tensioni interne all'interno dell'establishment militare e dopo settimane di voci riguardo a cambiamenti ai vertici, alimentati dal logoramento accumulato dopo la caduta di Maduro e dal crescente malcontento nei quartieri militari.
Rodríguez, nel comunicare la decisione su social media X, ha ringraziato per la sua “lealtà alla patria” e ha evitato di specificare quale sarà il suo nuovo ruolo all'interno dell'apparato chavista, limitandosi a indicare che assumerà “nuove responsabilità”.
In sostituzione di Padrino, la mandataria ha nominato il generale Gustavo González López come nuovo ministro della Difesa, in un'iniziativa che rafforza il controllo dell'ala più dura del chavismo sul corpo militare.
González López non è un attore nuovo all'interno del potere: è stata una figura chiave negli organismi di intelligence e repressione del regime, inclusa la Direzione Generale di Controintelligence Militare (DGCIM) e il Sebin, ed è stata segnalata da organismi internazionali per violazioni dei diritti umani.
Il suo ascendente consolida il peso dei servizi d'intelligence all'interno dell'apparato di difesa, in un momento in cui il chavismo cerca di proteggersi dopo la cattura di Maduro e di ristrutturare il controllo interno del potere.
Inoltre, González López era stato recentemente riposizionato da Rodríguez in ruoli strategici legati alla sicurezza presidenziale e alla controspionaggio, anticipando il suo crescente protagonismo all'interno del nuovo schema di potere.
Con questo cambiamento, il chavismo segna una svolta nella sua cupola militare: esce un storico alleato diretto di Maduro e entra un operatore di intelligence, più associato al controllo interno che al comando tradizionale delle forze armate.
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