Una cubana muore per mano della sua ex partner "in un terribile attacco" in piena strada a Santa Clara



La vittima Yaimé CarrazanaFoto © Facebook/Yaime Carrazana

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La cubana Yaimée Carrazana Herrera, di 32 anni, è morta dopo essere stata attaccata dal suo ex compagno questo martedì in piena strada nella città di Santa Clara, Villa Clara.

Il tragico evento è stato reso noto sui social media dall'Osservatorio di Genere Alas Tensas (OGAT) e dalla piattaforma femminista Yo Sí Te Creo in Cuba (YSTCC).

Il crimine porta a sette i femminicidi verificati nell'isola dall'inizio del 2026, secondo il registro congiunto degli osservatori di entrambe le organizzazioni fino al 26 febbraio.

In un comunicato congiunto, le due organizzazioni hanno espresso rammarico per il fatto che il figlio maggiore della vittima si trovava con lei al momento dell'aggressione mortale, e che “ha assistito al terribile attacco che ha messo fine alla vita di sua madre”, chiedendo quindi che riceva un supporto specializzato per la sua recupero.

Inoltre, hanno espresso le proprie condoglianze ai due figli minorenni che sopravvivono a Yaimée, i quali non avevano alcun legame con l'aggressore, così come ai suoi familiari e amici.

Según il bilancio aggiornato, nel 2026 sono stati registrati anche due tentativi di femminicidio e un omicidio di un uomo per motivi di genere.

Le organizzazioni stanno anche indagando su tre possibili tentativi di feminicidio e due presunti feminicidi segnalati quest'anno.

Per quanto riguarda il 2025, rimangono in attesa di conferma undici possibili femminicidi, quattro tentativi di femminicidio e un omicidio di uomo per motivi di genere.

“CITTADINANZA, DENUNCIARE QUESTI CRIMINI NON È REATO”, hanno sottolineato le piattaforme nel loro messaggio pubblico.

Identificano il presunto aggressore e precisano i dettagli dell'attacco

Il reporter indipendente Niover Licea ha successivamente riferito che il presunto responsabile è stato identificato come Yonel Jaramillo Herrera.

Según detallò, Yaimée è stata violentemente aggredita nella zona del Bosque Martiano, nel tratto della circonvallazione tra l'autostrada e la strada per Camajuaní, mentre si dirigeva al suo luogo di lavoro.

Dopo l'aggressione, è stata trasferita d'urgenza all'Ospedale Arnaldo Milián Castro, dove è deceduta a causa della gravità delle ferite.

Secondo quell'aggiornamento, suo figlio di 14 anni la accompagnava in quel momento, il che conferma che il minore ha assistito all'attacco.

Licea ha anche informato che il presunto aggressore è stato arrestato dalle autorità dopo l'accaduto.

Come si sono comportati i femminicidi a Cuba nel 2025?

Secondo i dati raccolti dall'agenzia EFE a partire dai registri di Alas Tensas e YSTCC, nel 2025 si sono verificati a Cuba almeno 46 omicidi di genere.

Un'analisi basata su queste cifre indica che l'81% degli aggressori erano partner delle donne assassinate e che cinque dei femminicidi avevano precedenti penali o erano stati denunciati in precedenza dalla vittima prima di commettere il crimine.

Le attiviste hanno ribadito la necessità di approvare una legge complessiva contro la violenza di genere, di istituire rifugi per donne a rischio, di implementare protocolli di protezione efficaci e di garantire dati ufficiali trasparenti.

Hanno anche chiesto che venga dichiarato uno stato di emergenza per violenza di genere nell'Isola.

Nel Codice Penale cubano non è previsto il femminicidio come reato specifico e i mezzi ufficiali tendono a non riportare questi casi né a utilizzare questo termine, nonostante il Governo abbia parlato di “tolleranza zero” nei confronti della violenza sulle donne.

Le autorità hanno informato che nel 2024 i tribunali hanno identificato in processi un totale di 76 donne uccise dai loro partner, ex partner o da altre persone, mentre nel 2023 sono state registrate 110 vittime di violenza di genere.

Inoltre, è stato approvato un sistema nazionale di registrazione e monitoraggio della violenza di genere e è stata lanciata la campagna “No más”, focalizzata sulla prevenzione.

La morte di Yaimée Carrazana Herrera rimette al centro del dibattito la persistenza della violenza di genere a Cuba e la mancanza di meccanismi integrali di protezione per le donne in situazioni di rischio.

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