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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha revocato venerdì le sanzioni sul petrolio del Venezuela e ha ufficialmente aperto la porta al ritorno di grandi multinazionali energetiche nel paese sudamericano.
La Oficina di Controllo degli Attivi Stranieri (OFAC) ha emesso una licenza generale che autorizza compagnie come Repsol, Chevron, BP, Eni e Shell a riattivare le loro operazioni di esplorazione, produzione e commercializzazione di petrolio e gas, ha segnalato El Mundo.
La misura rappresenta la maggiore flessibilizzazione del regime di sanzioni imposto nel 2019 e si verifica dopo l'arresto di Nicolás Maduro avvenuto il 3 gennaio scorso, in un'operazione militare ordinata da Trump che ha completamente trasformato lo scenario politico venezuelano.
Da allora, Washington controlla il processo di transizione e supervisiona i principali flussi finanziari legati al petrolio.
Secondo il segretario all'Energia degli Stati Uniti, Chris Wright, le vendite di petrolio venezuelano hanno già generato 1.000 milioni di dollari dall'uscita di Maduro, e potrebbero raggiungere ulteriori 5.000 milioni nei prossimi mesi.
Secondo le autorità statunitensi, questi introiti rimarranno sotto la supervisione di Washington fino a quando non si consoliderà un "governo rappresentativo" nel paese.
La decisione scioglie l'incertezza normativa che frenava le grandi compagnie petrolifere internazionali, nonostante i messaggi favorevoli inviati dalla Casa Bianca nelle ultime settimane.
Fino ad ora, le licenze rilasciate dal Tesoro statunitense erano limitate a aziende di trading con sede negli Stati Uniti, escludendo così attori chiave europei.
El 9 gennaio scorso, Trump ha riunito alla Casa Bianca i principali dirigenti del settore energetico mondiale. L'amministratore delegato di Repsol, Josu Jon Imaz, è stato l'unico spagnolo invitato e ha sostenuto la necessità di mobilitare almeno 100.000 milioni di dollari per salvare l'industria petrolifera venezuelana in difficoltà.
Oltre al nuovo scenario politico, la misura influisce su un debito storico che Caracas ha con diverse di queste compagnie.
Di fronte alla mancanza di liquidità dello Stato venezuelano, parte di quegli impegni è stata compensata con consegne di petrolio, una formula che ora potrebbe essere ampliata con la revoca formale delle restrizioni.
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