Il presidente Donald Trump ha annunciato questo mercoledì a NBC News che migliaia di cubani espulsi dal loro paese avranno la possibilità di tornare, in quello che ha descritto come un fatto a lungo atteso.
"Stiamo parlando con Cuba. Abbiamo decine di migliaia di persone che sono state espulse da lì. Forse vogliono tornare. Avere questa opportunità sarà possibile. Per anni si è parlato del fatto che ciò sarebbe accaduto, e ora sta succedendo", ha affermato il mandatario durante un'intervista con la rete televisiva.
Trump non ha fornito ulteriori dettagli, ma la sua dichiarazione fa senza dubbio riferimento alle diverse generazioni di esiliati cubani che hanno lasciato l'isola dal 1959.
Se dovesse concretizzarsi, sarebbe la prima volta che un presidente statunitense propone pubblicamente la possibilità di un ritorno volontario per le persone che sono uscite da Cuba per motivi politici o economici.
L'affermazione arriva in un contesto di profondi cambiamenti nella regione, dopo l'arresto di Nicolás Maduro e la transizione in Venezuela, mentre il governo cubano affronta una delle peggiori crisi economiche e sociali della sua storia recente.
Le parole di Trump potrebbero avere un grande impatto tra i cubanoamericani che mantengono legami familiari con l'isola, specialmente in Florida, dove risiede la più grande comunità cubana al di fuori del paese.
“Per anni si è parlato di questo, e ora sta accadendo”, ha ripetuto Trump, in quello che sembra un anticipo di decisioni più ampie riguardanti la politica migratoria verso Cuba.
Inoltre, il presidente Donald Trump ha confermato questo mercoledì che gli Stati Uniti stanno dialogando con Cuba, in quello che potrebbe segnare un nuovo capitolo nelle relazioni tra i due paesi dopo più di sei decenni di tensioni.
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