Trump riprende il dialogo con la Cina: conferma la chiamata con Xi Jinping e spiega di cosa hanno parlato



Xi Jinping (i) e Donald Trump (d)Foto © Wikimedia - Flickr/Gage Skidmore

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha confermato mercoledì una conversazione telefonica "lunga e approfondita" con il suo omologo cinese, Xi Jinping, nella quale hanno trattato un'ampia gamma di temi economici e geopolitici di grande interesse.

In his Truth Social account, Trump shared details of the conversation, which marks a visible reactivation of the direct communication channel between both powers, amid global tensions and long-range bilateral challenges.

“Ho appena avuto un'eccellente conversazione telefonica con il presidente Xi della Cina”, ha scritto Trump sulla sua piattaforma.

“È stata una chiamata lunga ed esaustiva, in cui sono stati trattati molti temi importanti”, ha aggiunto, sottolineando il carattere strategico dello scambio.

Tra i punti più salienti menzionati dal mandatario statunitense ci sono questioni commerciali, militari e diplomatiche, oltre alla sua visita programmata a Pechino in aprile.

La agenda ha incluso temi chiave come Taiwan, la guerra tra Russia e Ucraina, la situazione attuale con l'Iran, e operazioni bilaterali nel commercio energetico e agricolo.

Riguardo a quest'ultimo punto, Trump ha rivelato che la Cina considera di aumentare significativamente i suoi acquisti agricoli dagli Stati Uniti, evidenziando un possibile incremento delle importazioni di soia: “includendo l'aumento della produzione di soia a 20 milioni di tonnellate per la stagione attuale (si sono impegnati a 25 milioni di tonnellate per la prossima!)”.

Il presidente ha inoltre sottolineato i progressi in settori strategici come l'industria aeronautica, menzionando che "la fornitura di motori per aeromobili" è stata parte dei temi trattati.

Trump ha concluso il suo post con una valutazione ottimista: “Tutti molto positivi! Il rapporto con la Cina, e il mio rapporto personale con il presidente Xi, è estremamente buono, e entrambi comprendiamo l'importanza di mantenerlo così”.

Xi chiede rispetto reciproco e avverte riguardo a Taiwan

Dal lato cinese, la conversazione è stata ugualmente significativa, sebbene con un tono più diplomatico.

Secondo la versione ufficiale diffusa dalla televisione statale CCTV e dal Ministero degli Esteri della Cina, il presidente Xi Jinping ha sottolineato che le differenze tra i due paesi possono essere risolte attraverso “rispetto reciproco” e un dialogo costante.

“Affrontando le differenze una per una e promuovendo continuamente la fiducia reciproca, possiamo tracciare un cammino adeguato affinché entrambi i paesi possano andare d'accordo”, ha dichiarato Xi.

In un messaggio dal tono conciliatore, ha aggiunto: “Facciamo del 2026 un anno in cui Cina e Stati Uniti, come due grandi nazioni, progrediscano verso il rispetto reciproco, la coesistenza pacifica e la cooperazione vantaggiosa per tutti”.

Tuttavia, il leader cinese non ha lasciato cadere l'occasione di avvertire su quella che considera una linea rossa: Taiwan.

“Il tema di Taiwan è la questione più importante nelle relazioni tra Cina e Stati Uniti”, ha affermato.

E fu categorico nel suo invito: “Gli Stati Uniti devono gestire con cautela la vendita di armi a Taiwan”.

Xi ha insistito sulla postura sovranista del suo governo, ricordando che "la Cina non permetterà mai che Taiwan si separi"

y che il suo paese “deve difendere la propria sovranità nazionale e la propria integrità territoriale”. Un messaggio che rafforza la politica di “una sola Cina” e che arriva subito dopo una riunione virtuale tra Xi e il presidente russo Vladimir Putin, il che colloca il dialogo con Trump su un complesso scacchiere geopolitico.

Una relazione bilaterale piena di sfide

Nonostante le marcate differenze su temi come Taiwan, le relazioni commerciali tra le due nazioni continuano a essere un pilastro fondamentale del legame bilaterale.

Durante la chiamata, si sono discussi i piani per aumentare l'acquisto di petrolio e gas da parte della Cina dagli Stati Uniti, un punto che Trump ha sottolineato come parte della sua strategia per rafforzare l'economia domestica.

Sono stati discussi anche temi militari, sebbene senza dettagli pubblici specifici, in un contesto in cui entrambe le potenze continuano a rafforzare le loro capacità difensive e tecnologiche.

Trump, che cerca di consolidare il suo secondo mandato con una politica estera attiva, ha dichiarato di sentirsi ottimista riguardo al futuro delle relazioni bilaterali.

“Credo che si otterranno molti risultati positivi durante i prossimi tre anni della mia presidenza in relazione al presidente Xi e alla Repubblica Popolare Cinese.”

L'ultima volta che entrambi i leader hanno parlato per telefono è stata alla fine di novembre.

La ripresa dei contatti avviene mentre l'amministrazione statunitense mantiene aperta la possibilità di azioni militari contro l'Iran, nazione con cui la Cina ha mantenuto relazioni economiche nonostante le sanzioni imposte da Washington.

Cammino verso una visita ad aprile

Un altro punto significativo è stata la menzione di un prossimo viaggio di Trump in Cina.

"Il viaggio che farò in Cina ad aprile (che aspetto con ansia!)" -scrisse- lascia aperta la possibilità di un nuovo vertice bilaterale che possa sbloccare punti di tensione o consolidare accordi strategici.

Da Pechino, la nota ufficiale ha omesso di menzionare questa possibile visita, anche se ha riconosciuto che “i due leader hanno parlato dei grandi vertici che entrambi i paesi ospiteranno l'anno prossimo e che potrebbero offrire opportunità per nuovi incontri”.

Questo aspetto riflette il tradizionale tono prudente della diplomazia cinese, che tende ad evitare impegni espliciti prima degli accordi finali.

Il messaggio congiunto, al di là delle differenze negli accenti, riflette un interesse reciproco nel stabilizzare il legame bilaterale.

La guerra in Ucraina, le tensioni in Medio Oriente e la competizione tecnologica globale offrono un contesto di alta volatilità in cui sia gli Stati Uniti che la Cina hanno interesse a evitare un confronto diretto.

Xi ha insistito nel fatto che la Cina è “fedele alla sua parola e mantiene le sue promesse”, e ha chiesto di “rafforzare il dialogo e la fiducia reciproca in vista del 2026”. Da parte sua, Trump ha ribadito: “La relazione con la Cina, e la mia relazione personale con il presidente Xi, è estremamente buona”.

Entrambi i leader, a quanto pare, puntano a mantenere un percorso di cooperazione che non elimini i disaccordi, ma li gestisca in modo pragmatico.

 

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