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Il congresista repubblicano Carlos Giménez ha reagito con entusiasmo giovedì dopo la firma di un nuovo decreto esecutivo del presidente Donald Trump, che impone sanzioni economiche e tariffarie contro qualsiasi paese che invii petrolio alla dittatura cubana.
“La nostra comunità cubanoamericana è eternamente grata per la sua azione decisiva contro il regime! La fine è vicina!”, ha scritto Giménez su social media X, dopo aver confermato che la misura mira a interrompere l'approvvigionamento energetico che sostiene il governo comunista a L'Avana.
La proclamazione esecutiva, firmata da Trump dalla Casa Bianca, declara un'emergenza nazionale considerando che le politiche del regime cubano rappresentano una “minaccia insolita e straordinaria” per la sicurezza nazionale e la politica estera degli Stati Uniti.
Il decreto, che entrerà in vigore il 30 gennaio 2026, accusa direttamente Cuba di allinearsi con “numerosi paesi ostili, gruppi terroristici transnazionali e attori maligni”, tra cui Russia, Cina, Iran, Hamas e Hezbollah.
Secondo il documento ufficiale, L'Avana ospita capacità militari e di intelligence avverse a Washington e mantiene “la maggiore base di intelligence russa al di fuori di quel paese”, oltre a sviluppare una cooperazione strategica con la Cina in materia di difesa.
Il testo sostiene inoltre che il regime cubano consente la presenza e le operazioni di organizzazioni come Hezbollah e Hamas, facilitando loro "collegamenti economici, culturali e di sicurezza" nella regione.
“Gli Stati Uniti adottano una tolleranza zero nei confronti delle depredazioni del regime comunista cubano”, sottolinea l'ordine, che denuncia inoltre violazioni sistematiche dei diritti umani, repressione contro gli oppositori e gravi restrizioni alle libertà fondamentali.
Aranceli contro i paesi che sostengono La Habana
La misura stabilisce un sistema mediante il quale Washington potrà imporre oneri aggiuntivi sulle importazioni provenienti da paesi che vendono o forniscono petrolio a Cuba, sia direttamente che indirettamente.
Il segretario al Commercio sarà incaricato di identificare i paesi coinvolti in queste operazioni, mentre il segretario di Stato deciderà, in consultazione con altre agenzie, l'entità dei dazi.
Trump si riservò anche il potere di modificare il decreto in caso di rappresaglie o di cambiamenti geopolitici.
L'ordine si basa su diverse leggi statunitensi, tra cui la Legge sui Poteri Economici di Emergenza Internazionale (IEEPA) e la Legge sulle Emergenze Nazionali, rafforzando così il quadro legale per un'intensificazione della pressione economica contro L'Avana.
Cresce la tensione internazionale
Il comunicato complementare della Casa Bianca ha indicato che questa azione fa parte della strategia di Trump per proteggere la sicurezza americana di fronte alle “azioni maligne” del regime cubano, riaffermando la politica di “America prima”.
La decisione arriva in un contesto di collasso interno nell'isola —con blackout massivi, crisi sanitaria e totale scarsità— e in mezzo a una crescente tensione geopolitica nei Caraibi.
Secondo l'agenzia EFE, diverse ambasciate e aziende straniere starebbero esaminando discretamente i loro piani di evacuazione di fronte a un possibile scenario di emergenza maggiore a Cuba.
Per Carlos Giménez, l'ordine rappresenta un passo decisivo: tagliare il sostegno energetico internazionale che consente al regime di prolungare il suo controllo, anche in mezzo al crollo economico e sociale che il popolo cubano sta vivendo.
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