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Il Ministero dell'Interno (Minint) ha diffuso questo venerdì sui social un'operazione di polizia nel Consiglio Popolare Rampa, a L'Avana, presentata come un'azione "decisiva", nel contesto di un'offensiva comunicativa che mira a mostrare controllo di fronte all'aumento del consumo di droghe sintetiche.
Il profilo Héroes de Azul a Cuba, associato al Minint, ha informato sul suo Facebook riguardo al sequestro di un'abitazione in calle I, tra 9na e 11na, nel municipio Plaza de la Revolución, dove la Polizia Nazionale Rivoluzionaria e forze specializzate hanno assicurato di aver occupato dosi della sostanza nota come “chimico”.
La pubblicazione non ha specificato quantità, arrestati, imputazioni formali né garanzie processuali.
Il messaggio, redatto con tono trionfalista, ha sottolineato la “capacità di dispiegamento” e la “tolleranza zero” dello Stato nei confronti del narcotraffico, lanciando nel contempo avvertimenti generici e appelli alla punizione esemplare.
Negli ultimi mesi, pagine ufficialiste hanno riportato notizie su operazioni simili, tutte allineate con la stessa narrativa.
Autorità ammettono che in Cuba circolano almeno 40 varianti di cannabinoidi sintetici, a basso costo e ad alta redditività, il cui consumo colpisce in modo particolare i giovani.
Funzionari hanno segnalato nuove modalità di introduzione, incluso impregnate nel paper, e sullo spostamento del traffico da La Habana verso province orientali come Holguín.
Nonostante ciò, le pubblicazioni ufficiali privilegiano l'esibizione di arresti isolati e appelli alla denuncia dei cittadini, mentre omettono possibili responsabilità istituzionali.
Non spiegano nemmeno come queste sostanze si diffondano in un paese con un controllo statale delle frontiere, dei porti e del commercio.
Dal discorso stesso del governo si riconosce che, tra il 2024 e dicembre 2025, sono state frustrate 72 operazioni legate alla droga provenienti da 11 origini diverse, mentre sono state inasprite le pene, che possono arrivare fino a 30 anni di reclusione o all'ergastolo in casi aggravati.
L'enfasi, tuttavia, rimane punitiva e propagandistica.
Mentre il Minint trasforma ogni operazione in contenuti per i social media, il deterioramento sociale, la crisi economica e la mancanza di politiche di prevenzione efficaci continuano ad alimentare l'avanzata del "chimico".
Più che una strategia integrale contro le droghe, la risposta visibile del regime sembra concentrarsi nel mantenere un'immagine di controllo su Facebook, in un contesto di crescente insicurezza e disperazione nelle strade di Cuba.
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