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Il prezzo del dollaro in Venezuela ha registrato una forte caduta nel mercato parallelo negli ultimi giorni, spinta dall'immissione di valute provenienti dal settore petrolifero, a seguito degli accordi raggiunti con gli Stati Uniti, secondo Telemundo.
A inizio anno, e in mezzo all'incertezza generata dall'incursione militare statunitense, il dollaro è arrivato a quotarsi fino a 850 bolívares nel mercato informale. Tuttavia, dopo l'annuncio ufficiale del flusso di divise petrolifere, il tasso parallelo è sceso a circa 415 bolívares, mentre la quotazione ufficiale si attesta su 344 bolívares per dollaro. Così, per le strade inizia a sentirsi un'aspettativa moderata.
La caduta del tasso di cambio si verifica dopo che la presidente incaricata Delcy Rodríguez ha annunciato che i proventi derivanti dalla vendita di petrolio agli Stati Uniti saranno canalizzati attraverso la Banca Centrale del Venezuela, destinati al sistema bancario e al mercato valutario.
“Questi risorse arriveranno alla banca privata per rafforzare il meccanismo valutario”, ha affermato Rodríguez, il quale ha anche sollecitato una gestione efficiente delle valute e la sostituzione delle importazioni.
Analisti considerano che il paese stia attraversando una fase iniziale di apertura economica, il cui obiettivo principale è la stabilizzazione della moneta.
Le proiezioni indicano che il Venezuela potrebbe incassare almeno 15.000 milioni di dollari durante il primo semestre dell'anno, una cifra che genera aspettative, ma anche cautela.
In mezzo ai cambiamenti politici ed economici, i venezuelani sperano che la stabilità valutaria non si riflette solo nel valore del dollaro, ma che si traduca in un miglioramento reale del potere d'acquisto e in aumenti salariali, un debito in sospeso per milioni di famiglie.
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