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María Corina Machado ha avvertito questo giovedì a Washington che la presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodríguez fa parte dello stesso sistema repressivo chavista e che qualsiasi transizione senza giustizia né smantellamento dell'apparato di controllo è destinata al fallimento.
Le dichiarazioni di Machado sono state diffuse sui social network dall'analista politico Emmanuel Rincón e dalla giornalista venezuelana Nitu Pérez Osuna, dopo un intervento della leader dell'opposizione davanti a un gruppo bipartitico di senatori statunitensi.
Nel suo messaggio, la dirigente ha sottolineato che il regime venezuelano ha dimostrato storicamente la sua capacità di "guadagnare tempo" e di sfruttare gli sforzi compiuti in buona fede dalla comunità internazionale.
Machado ha insistito sul fatto che Rodríguez non rappresenta una rottura con il chavismo, ma una continuità del modello che mantiene il paese in crisi.
Ha sottolineato che risulta impossibile attrarre investimenti reali in un contesto in cui l'86% della popolazione vive in povertà, non esiste un potere giudiziario indipendente e non si rispetta la proprietà privata.
A suo avviso, la recente operazione di enforcement della legge promossa dagli Stati Uniti ha suscitato aspettative e speranza sia dentro che fuori dal emisfero, ma ha anche inviato un messaggio chiaro ai criminali riguardo alle conseguenze delle loro azioni.
Durante il suo intervento, l'oppositore ha affermato che il modello chavista “non è sostenibile” e che affinché ci sia una vera riconciliazione è imprescindibile che ci sia giustizia.
Ribadì che non basta liberare i prigionieri politici se il sistema di repressione rimane intatto e le persone non possono esprimersi liberamente.
Le avvertenze di Machado si verificano in un momento di aperta discrepanza con la strategia del presidente Donald Trump.
Il mandatario ha difeso questo venerdì la sua decisione di mantenere un'alleanza temporanea con la mandataria ad interim del Venezuela, sostenendo che cerca di evitare uno scenario di caos simile a quello dell'Iraq dopo la caduta di Saddam Hussein.
Secondo Trump, eliminare bruscamente tutta la struttura del potere potrebbe generare un vuoto pericoloso.
La Casa Bianca ha ribadito che Rodríguez ha soddisfatto tutte le richieste formulate da Washington da quando ha assunto il potere dopo la cattura di Nicolás Maduro il 3 gennaio, inclusi accordi energetici e impegni per la sicurezza.
La portavoce presidenziale, Karoline Leavitt, ha assicurato che il mandatario è soddisfatto del livello di cooperazione e spera che continui, sebbene abbia precisato che il sostegno è strategico e condizionato.
Trump ha descritto Rodríguez come “una persona fantastica” e ha sostenuto che non ci sarà dispiegamento militare se verranno mantenuti gli impegni concordati.
Queste dichiarazioni sono arrivate appena un giorno dopo che il presidente ha ricevuto alla Casa Bianca Machado, vincitrice del Premio Nobel per la Pace 2025, che ha definito "una brava donna", sebbene la sua amministrazione sostenga di non avere il supporto interno necessario per guidare la prima fase della transizione.
Machado, da parte sua, ha ribadito che esiste un mandato popolare per un cambiamento politico profondo e che lei e Edmundo González Urrutia sono pronte ad assumere il governo quando arriverà il momento opportuno.
Nel suo intervento alla Heritage Foundation, ha affermato che il popolo venezuelano è il pezzo centrale mancante nell'attuale processo e ha messo in dubbio la legittimità di una transizione guidata senza la sua partecipazione.
Mientras Washington rafforza il suo dialogo con Rodríguez, inclusa una recente riunione del direttore della CIA, John Ratcliffe, a Caracas, l'opposizione venezuelana affronta la sfida di non rimanere emarginata dal ridisegno politico, economico e di sicurezza che gli Stati Uniti stanno promuovendo dopo la cattura di Maduro.
Il contrasto tra gli avvertimenti di Machado e il sostegno strategico di Trump a Rodríguez segna l'asse centrale del dibattito sul futuro immediato del Venezuela.
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