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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato unordine esecutivo di emergenza volto a impedire che tribunali o creditori possano confiscare i proventi della vendita di petrolio venezuelano depositati presso il Tesoro statunitense.
La misura dichiara che quei fondi, derivati da operazioni petrolifere e dalla vendita di diluenti, sono proprietà sovrana dello Stato venezuelano e che rimangono sotto custodia di Washington esclusivamente per fini governativi e diplomatici. Di conseguenza, qualsiasi tentativo di embargo, sentenza o processo giuridico contro quelle risorse è vietato e sarà considerato nullo.
Secondo la Casa Bianca, consentire che tali entrate vengano confiscate potrebbe minare gli sforzi degli Stati Uniti per stabilizzare la situazione politica ed economica in Venezuela, un obiettivo che l'amministrazione Trump collega alla riduzione dei flussi migratori irregolari, alla lotta contro il narcotraffico e alla contenimento di attori considerati ostili nella regione, come l'Iran e Hezbollah.
L'ordine esecutivo si basa sulla Legge sui Poteri Economici di Emergenza Internazionale e sulla Legge sulle Emergenze Nazionali, strumenti legali che consentono al presidente di dichiarare una minaccia straordinaria per la sicurezza nazionale e di adottare misure eccezionali.
Trump argomenta che l'uso giudiziario di questi fondi interferirebbe direttamente nella politica estera americana e nella gestione delle sue relazioni internazionali.
Il testo sottolinea che le risorse non possono essere reclamate da creditori privati né da aziende con contenziosi pendenti contro lo Stato venezuelano, anche quelle che mantengono cause multimilionarie per espropriazioni avvenute durante i processi di nazionalizzazione in decenni passati.
L'ordine evita di menzionare nomi specifici, ma il contesto include grandi compagnie petrolifere che hanno abbandonato il Venezuela dopo aver perso beni strategici.
La decisione presidenziale coincide con uno sforzo più ampio da parte di Washington per riconfigurare il suo rapporto con il settore energetico venezuelano.
Secondo i rapporti ufficiali, l'amministrazione Trump cerca di incentivare investimenti esteri su larga scala nell'industria petrolifera del paese sudamericano e facilitare accordi che permettano la fornitura di greggio venezuelano a raffinerie statunitensi appositamente adattate per trattarlo.
Dalla Casa Bianca si insiste sul fatto che i fondi protetti dovranno essere destinati, in ultima analisi, a promuovere la pace, la prosperità e la stabilità in Venezuela, sotto la supervisione del Dipartimento di Stato e del Dipartimento del Tesoro, rafforzando così il controllo politico e diplomatico di Washington sul futuro di questi redditi strategici.
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