Nel 2020, Trump avvertì CiberCuba: “Il regime di Castro non sa cosa lo attende... vogliono arrivare a un accordo perché sono disperati”



Le avvertenze di Trump nel 2020 sul regime cubano risuonano oggi dopo la caduta di Maduro e il collasso dell'economia cubana. La sua intervista con CiberCuba ha previsto la crisi attuale.

Il presidente Donald TrumpFoto © Trump 2020/ Douglas Coulter

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Hace cinque anni, durante la campagna elettorale presidenziale del 2020, Donald Trump ha rilasciato un'intervista esclusiva a CiberCuba nella quale ha lanciato dure avvertenze al regime cubano. Quelle dichiarazioni, che all'epoca sembravano retoriche di campagna, oggi risuonano con forza nel mezzo della profonda crisi economica e politica che attraversa l'isola dopo la caduta del presidente venezuelano Nicolás Maduro, catturato la settimana scorsa dalle forze statunitensi.

“Il regime di Castro non sa cosa gli sta per succedere; credetemi”, disse Trump allora, in una frase che oggi assume un significato quasi profetico. “Cuba vuole arrivare a un accordo perché è disperata”, aggiunse il presidente durante quel dialogo con CiberCuba il 1 novembre 2020.

Il leader statunitense ha sottolineato che la sua amministrazione aveva preso “le misure più forti contro la dittatura cubana” e che non avrebbe ripetuto “la vergogna degli accordi di Barack Obama e Joe Biden”, che, secondo lui, “hanno consegnato milioni di dollari ai Castro in cambio di nulla”.

Anche ha assicurato che “gli cubanoamericani sono i miei amici” e che il suo impegno con quella comunità rimarrà fermo. “So quanto hanno sofferto i miei grandi amici della comunità cubanoamericana sotto la dittatura di Castro. Quel regime deve pagare per ciò che ha fatto. Abbiamo bisogno di giustizia per il popolo cubano e continuerò a combattere per essa”, ha dichiarato.

Parole che tornano a risuonare

Cinque anni dopo, con il collasso del supporto venezuelano e una Cuba sofferente per la mancanza di entrate, sanzioni e proteste sociali, gli avvertimenti di Trump sembrano aver anticipato il momento attuale. In recenti dichiarazioni, il presidente statunitense ha affermato che "Cuba è pronta a cadere" dopo la cattura di Maduro, sottolineando che l'isola "viveva del petrolio venezuelano e questo è finito".

La crisi energetica, i blackout prolungati e il massiccio esodo di cubani confermano lo scenario descritto da Trump nel 2020: un regime indebolito, “desperato” e privo di alleati solidi.

Un'intervista storica

Quell'intervista, pubblicata da CiberCuba il 1 novembre 2020, faceva parte di una copertura speciale alla quale ha partecipato anche Joe Biden, allora candidato democratico. Trump, tuttavia, ha risposto personalmente a diverse domande sulla Cuba, lasciando frasi che oggi assumono una nuova rilevanza politica e diplomatica.

“Ciò che i Castro hanno fatto a Cuba, che una volta era un paese prospero, è un crimine. È assolutamente orrendo”, disse Trump allora. “Questo regime deve pagare per ciò che ha fatto. Abbiamo bisogno di giustizia per il popolo cubano e continuerò a lottare per essa.”

Cinque anni dopo, con Venezuela fuori dal tavolo, Cuba sull'orlo del collasso economico e una nuova fase di tensione con Washington, le parole che Donald Trump pronunciò a CiberCuba non suonano più come un avvertimento lontano, ma come il preludio di una realtà che oggi sembra concretizzarsi.

Puoi leggere l'intervista di CiberCuba a Donald Trump nel novembre del 2020 qui

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Redazione di CiberCuba

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